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La Madre di tutte le Chiese: Gerusalemme

Last Update: 11/5/2008 6:14 PM
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STORIA DELLA CHIESA MADRE DI TUTTE LE CHIESE IL PATRIARCATO ORTODOSSO DI GERUSALEMME Storia Gerusalemme pur avendo goduto fin da principio di una posizione di particolare privilegio perché fin dalla fondazione da parte del nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo, per essere stata la culla della prima comunità cristiana, e per gli innumerevoli ricordi che la legavano alla vita ed alla morte di Gesù ed alla predicazione dei primi apostoli, dal punto di vista gerarchico, non aveva goduto però di particolari distinzioni (come purtroppo si sa, la vita della chiesa, ha subito molto l'influsso dell'importanza politica), ed era rimasta fino al sec. V nulla più che una semplice sede vescovile suffraganea, dipendente dalla sede principale di Antiochia. Fu il vescovo Giovenale, lontano successore di S. Giacomo apostolo sulla sede vescovile di Gerusalemme, che nel Concilio di Calcedonia del 451, chiese ed ottenne che Gerusalemme fosse separata da Antiochia e dichiarata patriarcato indipendente. In quell'occasione la posizione gerarchica della Città Santa venne notevolmente rafforzata, perché l'intera provincia della Palestina, con 58 sedi vescovili, venne a far parte del nuovo patriarcato, che fu in tutto e per tutto equiparato agli altri esistenti, occupando il quinto posto, dopo quello di Roma, di Costantinopoli(ora Istambul), di Alessandria e di Antiochia. Rafforzata gerarchicamente e territorialmente, Gerusalemme godette nei secoli VI e VII di un periodo di particolare splendore, e vide i luoghi illustrati dalla vita e dalla morte del Salvatore coprirsi di basiliche e di chiese magnifiche ed il suo territorio divenne meta preferita di pellegrini e di eremiti che diedero un'impulso meraviglioso al monachesimo palestinese, erano gli anni in cui la Chiesa procedeva su di un unica strada comune, sulla quale tutti i vescovi si batterono per correggere le false dottrine e le grandi eresie del momento. Purtroppo con l'invasione dei Persiani nel 614 e più ancora con quella degli Arabi nel 636, al periodo di prosperità seguì un periodo di immense rovine e di dolorose persecuzioni. Durante l'invasione dei primi, il suo patriarca Zaccaria venne deportato in Persia e migliaia di cristiani uccisi e molte chiese distrutte; durante l'occupazione dei secondi (639-1099), dopo un periodo iniziale abbastanza tollerante, per 68 anni la sede patriarcale fu priva di un titolare e molti furono i cristiani che apostatarono e passarono all'islamismo. Conquistata dai Latini nel 1099, Gerusalemme vi rimase per 100 anni, quanti ne durò il regno latino di Gerusalemme (1090-1287). Tale costituzione di un patriarcato latino nella gerarchia Ortodossa , ebbero come effetto l'allontanamento del patriarca Ortodosso che si rifugiò a Costantinopoli (ora Istambul). Fu appunto questa forzata permanenza del patriarca gerosolimitano a Costantinopoli, che lo portò a prendere coscienza delle reali divisioni nel cuore della Santa Chiesa a cui il Patriarca di Roma aveva causato, sottovalutandone gli effetti, col proprio scisma. Caduto il regno latino di Gerusalemme nel 1187 e ritornati i musulmani, anche i Santi Patriarchi Ortodossi vi fecero ritorno, ma da allora il patriarcato ortodosso per sopravvivere ebbe sempre più bisogno dell'appoggio e protezione dei patriarchi di Costantinopoli e del Patriarca di Roma dei quali finì, dei primi, per seguire le alterne vicende, del secondo per seguirne le tristi vicende della nefanda Riforma. Ma prima di giungere a questi aspetti che non ci riguardano per la sorte di Gerusalemme, fu così che sull'esempio di Costantinopoli, il patriarca Gioacchino di Gerusalemme inviò un suo rappresentante al Concilio di Firenze (1439), il quale firmò l'atto di Unione, ma subito dopo il suo ritorno in sede, a causa di incomprensioni e di malintesi politici e sull'esempio di San Marco di Efeso, rinnegò questo suo atto nel Sinodo di Gerusalemme del 1443 che però salvò l'ortodossia della fede del Santo Patriarcato. Con la conquista turca della Palestina nel 1517, il patriarcato di Gerusalemme cessò praticamente di essere autonomo e per quasi 4 secoli fu completamente sottomesso alla gerarchia greca di Costantinopoli. In seguito ad un provvedimento del patriarca Germano del 1567, questo stato di cose diventò regolare e da allora tutti i patriarchi ed i principali esponenti del patriarcato furono tutti succubi delle alterne circostanze di Istanbul, alle quali dovettero soggiacere per evitare i rischi di quanto avvenne per la Chiesa di Roma che non riuscì a frenare la disobbedienza nata dagli stessi suoi errori. A salvaguardare l'ortodossia della fede, venne istituita la " Confraternità del S. Sepolcro", interamente composta da ortodossi, la quale, pur avendo come scopo la conservazione e la difesa dei santuari cristiani della Palestina ed ogni decisione che riguardasse il governo e la amministrazione della chiesa ortodossa di Gerusalemme. Il patriarcato ortodosso di Gerusalemme è retto, secondo il nuovo Regolamento del 10 giugno 1958, grazie anche al Patriarca di Roma S.Beatitudine Paolo VI che con S.Beatitudine il Patriarca Atenagora si cancellarono le rispettive scomuniche avviando così un prezioso Ecumenismo che sta portando buoni frutti di collaborazione, dunque è retto da un Patriarca, da un Santo Sinodo e da un Consiglio misto: a) il Patriarca porta il titolo di " Patriarca della Città Santa di Gerusalemme e di tutta la Palestina, la Siria, l'Arabia, la Transgiordania, di Cana di Galilea e della Santa Sion>. Egli risiede normalmente presso la Basilica del S. Sepolcro, nel monastero dei Santi Costantino ed Elena. La sua nomina viene fatta da un'assemblea di elettori, composta di ecclesiastici e laici, i quali propongono una terna di nomi. Fra questi, i Vescovi membri del S. Sinodo, eleggono il patriarca. b) Il Santo Sinodo: Il patriarca ne è Presidente di diritto. Gli arcivescovi sono attualmente quasi tutti titolari, essendo solo due oggi le Eparchie, con vescovi residenziali. Gli archimandriti vengono rinnovati ogni due anni. Il S. Sinodo si raduna normalmente due volte la settimana, il lunedì e il giovedì, e tratta tutte le questioni concernenti la normale amministrazione ecclesiastica del patriarcato. c) Il Consiglio misto venne istituito nel 1911, in seguito alle rivendicazioni dei cristiani di origine araba. In esso i laici hanno un voto di più degli ecclesiastici. Suo compito è di sorvegliare l'amministrazione economica del patriarcato, provvedere al funzionamento delle scuole confessionali, al sostentamento dei sacerdoti, ecc. Presidente è il Patriarca; Vicepresidente un laico; 5 membri del clero e 8 del laicato. Oltre a questi organi ufficiali del Patriarcato, occorre ricordare la Ven. Confraternita del Santo Sepolcro, che gode di privilegi molto ampi e che in definitiva può considerarsi praticamente l'organo dirigente della Chiesa Ortodossa di Gerusalemme. Di essa fanno parte: il Patriarca in qualità di Presidente, i Metropoliti residenti in Gerusalemme e circa 150 membri fra una trentina di famiglie ortodosse, abitanti nel villaggio di Raitho, nei pressi del Mar Rosso. Importantissima è la Biblioteca del Convento di S. Caterina, ricca di 2289 manoscritti greci; 580 arabici; 276 siriaci; 98 georgiani; 41 slavi; 5 palestinesi; 6 etiopici oltre a numeroso altro materiale iconografico e documentario del quale lo stesso Patriarca di Roma, S.Beatitudine Giovanni Paolo II si dimostrò affascinato. Amministrazioni Patriarcali 1) Amministrazione Patriarcale della Giordania Orientale - Amman: P.O. 2) Amministrazione Patriarcale di Bethleem, con sede al Convento greco di Betlemme. Rappresentanze Patriarcali 1) Esarcato Patriarcale di Atene, con sede ad Atene (Grecia), Arciv. tit. di Tiberiade. 2) Esarcato Patriarcale di Costantinopoli, con sede a Istanbul (Turchia) - 3) Esarcato Patriarcale in Cipro, con sede a Nicosia (Cipro) - 4) 4) Esarcati Patriarcali in Mosca, Tiflis, Creta, Samos, ecc. Da tempo vacanti. ATTUALE PATRIARCA: SUA DIVINA BEATITUDINE KYRIOS KYRIOS IRENEOS I, PATRIARCA DELLA CITTA' SANTA DI GERUSALEMME, MADRE DI TUTTE LE CHIESE, DI TUTTA LA PALESTINA, LA SYRIA, L'ARABIA, LA GIORDANIA, CANA DI GALILEA E DI SION

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