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Anglicani a rischio di scisma. Le due vie dell'arcivescovo di Canterbury

Last Update: 12/23/2009 6:57 AM
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Anglicani a rischio di scisma. Le due vie dell'arcivescovo di Canterbury

La prima per i tradizionalisti, la seconda per i modernisti. È la soluzione che Rowan Williams ha escogitato per tenere insieme sia chi approva gli ordini sacri a gay e lesbiche, sia chi li rifiuta. Il Vaticano gli fa da sponda

di Sandro Magister




ROMA, 3 agosto 2009 – Nell'estremo tentativo di scongiurare un ennesimo scisma tra i suoi fedeli, l'arcivescovo di Canterbury e primate della comunione anglicana Rowan Williams (nella foto con la moglie Jane) ha chiesto aiuto anche al Vaticano. E da qui sono corsi subito in suo soccorso.

L'implicita richiesta di aiuto è in un testo che Williams ha pubblicato il 27 luglio nel suo sito web, dal titolo "Communion, Covenant and Our Anglican Future".

Il soccorso vaticano si è espresso in un articolo de "L'Osservatore Romano" del giorno dopo e in una dichiarazione del 29 luglio del pontificio consiglio per l'unità dei cristiani.

Nel rivolgersi ai settantasette milioni di anglicani nel mondo, Williams ha preso atto che tra di loro il pericolo di scisma è reale, specie dopo le risoluzioni approvate a metà luglio dagli anglicani degli Stati Uniti, là denominati episcopaliani. Ma li ha esortati a far di tutto per restare uniti. E per convincerli ha fatto leva anche sul disastro che ne deriverebbe per l'ecumenismo, cioè per il cammino d'unione con le altre Chiese e comunità cristiane, in primo luogo con la Chiesa cattolica.

Le risoluzioni approvate dagli anglicani d'America ad Anaheim in California – ha fatto notare Williams – sono infatti in profondo contrasto con la dottrina e la prassi dei cattolici e degli ortodossi, oltre che con il sentire di un gran numero di anglicani.

Esse riguardano l'omosessualità. Una prima risoluzione ha stabilito che al sacerdozio e all'episcopato possono accedere tutti i battezzati, quindi anche gli uomini e le donne che intrattengono relazioni con persone dello stesso sesso.

Una seconda risoluzione ha deciso che si benedicano con una speciale liturgia le nozze tra omosessuali.

Williams ha obiettato che il matrimonio tra omosessuali non ha alcun fondamento nelle Sacre Scritture. E solo a queste la comunione anglicana deve attenersi, senza seguire le mutevoli regole sociali che ad esempio in sei Stati americani permettono il matrimonio di coppie omosessuali. Tanto meno ammettendo al sacerdozio e all'episcopato uomini e donne che convivono con persone dello stesso sesso.

Per scongiurare questo e altri possibili scismi, Williams ha quindi proposto alle quarantaquattro province che compongono la comunione anglicana di sottoscrivere un "Covenant", un patto sull'ortodossia biblica. Tra chi lo sottoscriverà e chi no si separeranno le strade, ma non del tutto. Da un lato vi saranno coloro che si atterranno alla tradizione biblica, condivideranno una comune visione sulla dottrina e la prassi anglicana, si sentiranno parte di una più larga fratellanza con le altre Chiese e comunità cristiane. Dall'altro lato vi saranno coloro che daranno la priorità alle decisioni della propria comunità e concepiranno la comunione anglicana come una libera federazione di corpi indipendenti, con alle spalle semplicemente una comune storia culturale.

I singoli fedeli potranno comunque sottoscrivere il "Covenant", qualora la loro provincia non lo facesse. E in ogni caso – ha sottolineato Williams – soltanto i sottoscrittori del patto prenderanno parte agli incontri ecumenici in qualità di rappresentanti della comunione anglicana, in modo che le altre Chiese e comunità cristiane sappiano sempre chi sono e cosa pensano quelli con cui si troveranno a dialogare.

***

Poche ore dopo la diffusione del testo dell'arcivescovo di Canterbury, "L'Osservatore Romano" ne ha riportata un'ampia sintesi, sotto il titolo: "Due diversi stili per essere anglicani". Il resoconto era chiaramente solidale con lo sforzo di Williams di arginare la frantumazione della comunione anglicana.

Ancora più esplicita, nel dare sostegno a Williams, è stata la dichiarazione emessa il 29 luglio dal pontificio consiglio per l'unità dei cristiani, presieduto dal cardinale Walter Kasper, che così terminava:

"La nostra preghiera è che la comunione anglicana, anche in questa difficile situazione, possa trovare una via per mantenere la sua unità e la sua testimonianza a Cristo in quanto comunione mondiale".

Williams gode di una diffusa stima e simpatia in campo cattolico. Quando nel 2002 fu nominato arcivescovo di Canterbury e primate degli anglicani, prima di prendere possesso della carica si ritirò per due settimane in Italia nel monastero cattolico di Bose, fondato e guidato dal suo amico Enzo Bianchi.

Sta di fatto che la comunione anglicana è da anni sottoposta a continue spinte divaricanti.

L'ordinazione delle donne, iniziata nel 1994, è una di queste fonti di divisione. Molti anglicani sono passati per questo alla Chiesa cattolica o ad altre Chiese cristiane.

Per trattenere i dissidenti, nella cattedrale anglicana di Blackburn nel Lancashire – nella quale vi sono canonici di entrambi i sessi – qualche mese fa hanno escogitato una strana soluzione, nella messa domenicale delle 10.30.

Alla comunione si fanno due file: da un lato chi accetta l'ostia consacrata dalla reverenda Sue Penfold, dall'altro lato chi l'accetta solo se consacrata dal reverendo Andrew Hindley.

__________


La riflessione dell'arcivescovo di Canterbury Rowan Williams sulle divisioni tra gli anglicani, messa in rete il 27 luglio 2009 nel suo sito web:

> Communion, Covenant and Our Anglican Future


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[Edited by S_Daniele 12/23/2009 6:57 AM]
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