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Madre Teresa di Calcutta (1910-1997)

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Madre Teresa di Calcutta (1910-1997)



Gonxha (Agnese) Bojaxhiu, la futura Madre Teresa, è nata il 26 agosto 1910 a Skopje (ex Jugoslavia).
Fin da piccola riceve un'educazione fortemente cattolica dato che la sua famiglia, di cittadinanza albanese, era profondamente legata alla religione cristiana.
Già verso il 1928, Gonxha sente di essere attratta verso la vita religiosa, cosa che in seguito attribuirà ad una "grazia" fattale dalla Madonna. Presa dunque la fatidica decisione, è accolta a Dublino dalle Suore di Nostra Signora di Loreto, la cui Regola si ispira al tipo di spiritualità indicato negli "Esercizi spirituali" di Sant'Ignazio di Loyola. Ed è proprio grazie alle meditazioni sviluppate sulle pagine del santo spagnolo che Madre Teresa matura il sentimento di voler «aiutare tutti gli uomini».

Gonxha è attirata dunque irresistibilmente dalle missioni. La Superiora la manda quindi in India, a Darjeeling, città situata ai piedi dell'Himalaia, dove, il 24 maggio 1929, ha inizio il suo noviziato. Dato che l'insegnamento è la vocazione principale delle Suore di Loreto, lei stessa intraprende questa attività, in particolare seguendo le bambine povere del posto. Parallelamente porta avanti i suoi studi personali per poter ottenere il diploma di professoressa.

Il 25 maggio 1931, pronuncia i voti religiosi e assume da quel momento il nome di Suor Teresa, in onore di Santa Teresa di Lisieux. Per terminare gli studi, viene mandata, nel 1935, presso l'Istituto di Calcutta, capitale sovrappopolata ed insalubre del Bengala. Ivi, essa si trova confrontata di colpo con la realtà della miseria più nera, ad un livello tale che la lascia sconvolta. Di fatto tutta una popolazione nasce, vive e muore sui marciapiedi; il loro tetto, se va bene, è costituito dal sedile di una panchina, dall'angolo di un portone, da un carretto abbandonato. Altri invece hanno solo alcuni giornali o cartoni... La media dei bambini muore appena nata, i loro cadaveri gettati in una pattumiera o in un canale di scolo.
Madre Teresa rimane inorridita quando scopre che ogni mattina, i resti di quelle creature vengono raccolte insieme con i mucchi di spazzatura...

Stando alle cronache, il 10 settembre 1946, mentre sta pregando, Suor Teresa percepisce distintamente un invito di Dio a lasciare il convento di Loreto per consacrarsi al servizio dei poveri, a condividere le loro sofferenze vivendo in mezzo a loro. Si confida con la Superiora, che la fa aspettare, per mettere alla prova la sua ubbidienza. In capo ad un anno, la Santa Sede la autorizza a vivere fuori della clausura. Il 16 agosto 1947, a trentasette anni, Suor Teresa indossa per la prima volta un "sari" (veste tradizionale delle donne indiane) bianco di un cotonato grezzo, ornato con un bordino azzurro, i colori della Vergine Maria. Sulla spalla, un piccolo crocifisso nero. Quando va e viene, porta con sé una valigetta contenente le sue cose personali indispensabili, ma non denaro. Madre Teresa non ha mai chiesto denaro né ne ha mai avuto. Eppure le sue opere e fondazioni hanno richiesto spese notevolissime! Lei attribuiva questo "miracolo" all'opera della Provvidenza...

A decorrere dal 1949, sempre più numerose sono le giovani che vanno a condividere la vita di Madre Teresa. Quest'ultima, però, le mette a lungo alla prova, prima di riceverle. Nell'autunno del 1950, Papa Pio XII autorizza ufficialmente la nuova istituzione, denominata "Congregazione delle Missionarie della Carità".

Durante l'inverno del 1952, un giorno in cui va cercando poveri, trova una donna che agonizza per la strada, troppo debole per lottare contro i topi che le rodono le dita dei piedi. La porta all'ospedale più vicino, dove, dopo molte difficoltà, la moribonda viene accettata. A Suor Teresa viene allora l'idea di chiedere all'amministrazione comunale l'attribuzione di un locale per accogliervi gli agonizzanti abbandonati. Una casa che serviva un tempo da asilo ai pellegrini del tempio indù di "Kalì la nera", ed ora utilizzata da vagabondi e trafficanti di ogni sorta, è messa a sua disposizione. Suor Teresa la accetta. Molti anni più tardi, dirà, a proposito delle migliaia di moribondi che sono passati da quella Casa: "Muoiono tanto mirabilmente con Dio! Non abbiamo incontrato, finora, nessuno che rifiutasse di chiedere "perdono a Dio", che rifiutasse di dire: "Dio mio, ti amo".

Due anni dopo, Madre Teresa crea il "Centro di speranza e di vita" per accogliervi i bambini abbandonati. In realtà, quelli che vengono portati lì, avvolti in stracci o addirittura in pezzi di carta, non hanno che poca speranza di vivere. Ricevono allora semplicemente il battesimo per poter essere accolti, secondo la dottrina cattolica, fra le anime del Paradiso. Molti di quelli che riescono a riaversi, saranno adottati da famiglie di tutti i paesi. "Un bambino abbandonato che avevamo raccolto, fu affidato ad una famiglia molto ricca - racconta Madre Teresa - una famiglia dell'alta società, che voleva adottare un ragazzino. Qualche mese dopo, sento dire che quel bambino è stato molto malato e che rimarrà paralizzato. Vado a trovare la famiglia e propongo: "Ridatemi il bambino: lo sostituirò con un altro in buona salute. ? Preferirei che mi ammazzassero, piuttosto che esser separato da questo bambino!" risponde il padre guardandomi, con il volto tutto triste". Madre Teresa nota: "Quel che manca di più ai poveri, è il fatto di sentirsi utili, di sentirsi amati. È l'esser messi da parte che impone loro la povertà, che li ferisce. Per tutte le specie di malattie, vi sono medicine, cure, ma quando si è indesiderabili, se non vi sono mani pietose e cuori amorosi, allora non c'è speranza di vera guarigione".

Madre Teresa è animata, in tutte le sue azioni, dall'amore di Cristo, dalla volontà di «fare qualcosa di bello per Dio», al servizio della Chiesa. "Essere cattolica ha per me un'importanza totale, assoluta, dice. Siamo a completa disposizione della Chiesa. Professiamo un grande amore, profondo e personale, per il Santo Padre... Dobbiamo attestare la verità del Vangelo, proclamando la parola di Dio senza timore, apertamente, chiaramente, secondo quanto insegna la Chiesa".

"Il lavoro che realizziamo è, per noi, soltanto un mezzo per concretizzare il nostro amore di Cristo... Siamo dedite al servizio dei più poveri dei poveri, vale a dire di Cristo, di cui i poveri sono l'immagine dolorosa... Gesù nell'eucaristia e Gesù nei poveri, sotto le specie del pane e sotto le specie del povero, ecco quel che fa di noi delle Contemplative nel cuore del mondo".

Nel corso degli anni 60, l'opera di Madre Teresa si estende a quasi tutte le diocesi dell'India. Nel 1965, delle Religiose se ne vanno nel Venezuela. Nel marzo del 1968, Paolo VI chiede a Madre Teresa di aprire una casa a Roma. Dopo aver visitato i sobborghi della città ed aver constatato che la miseria materiale e morale esiste anche nei paesi "sviluppati", essa accetta. Nello stesso tempo, le Suore operano nel Bangladesh, paese devastato da un'orribile guerra civile. Numerose donne sono state stuprate da soldati: si consiglia a quelle che sono incinte, di abortire. Madre Teresa dichiara allora al governo che lei e le sue Suore adotteranno i bambini, ma che non bisogna, a nessun costo, "che a quelle donne, che avevano soltanto subito la violenza, si facesse poi commettere una trasgressione che sarebbe rimasta impressa in esse per tutta la vita". Madre Teresa ha infatti sempre lottato con una grande energia contro qualsiasi forma di aborto.

Negli anni 80, l'Ordine fonda, in media, quindici nuove case all'anno. A partire dal 1986, si insedia nei paesi comunisti, fino allora vietati ai missionari: l'Etiopia, lo Yemen Meridionale, l'URSS, l'Albania, la Cina.
Nel marzo del 1967, l'opera di Madre Teresa si è arricchita di un ramo maschile: la "Congregazione dei Frati Missionari". E, nel 1969, è nata la Fraternità dei collaboratori laici delle Missionarie della Carità.

Chiestole da più parti di dove le venisse la sua straordinaria forza morale, Madre Teresa ha spiegato: "Il mio segreto è infinitamente semplice. Prego. Attraverso la preghiera, divento una cosa sola nell'amore con Cristo. PregarLo, è amarLo". Inoltre, Madre Tersa ha anche spiegato come l'amore sia indissolubilmente unito alla gioia: "La gioia è preghiera, perché loda Dio: l'uomo è creato per lodare. La gioia è la speranza di una felicità eterna. La gioia è una rete d'amore per catturare le anime. La vera santità consiste nel fare la volontà di Dio con il sorriso".

Tante volte Madre Teresa, rispondendo a giovani che manifestavano il desiderio di andarla ad aiutare in India, ha risposto di rimanere nel loro paese, per esercitarvi la carità nei riguardi dei "poveri" del loro ambiente abituale. Ecco alcuni suoi suggerimenti: "In Francia, come a New York e dovunque, quanti esseri hanno fame di esser amati: è una povertà terribile, questa, senza paragone con la povertà degli Africani e degli Indiani... Non è tanto quanto si dà, ma è l'amore che mettiamo nel dare che conta... Pregate perché ciò cominci nella vostra propria famiglia. I bambini non hanno spesso nessuno che li accolga, quando tornano da scuola. Quando si ritrovano con i genitori, è per sedersi davanti alla televisione, e non scambiano parola. È una povertà molto profonda... Dovete lavorare per guadagnare la vita della vostra famiglia, ma abbiate anche il coraggio di dividere con qualcuno che non ha ? forse semplicemente un sorriso, un bicchier d'acqua -, di proporgli di sedersi per parlare qualche istante; scrivete magari soltanto una lettera ad un malato degente in ospedale...".

Dopo varie degenze in ospedale, Madre Teresa si è spenta a Calcutta, il 5 settembre 1997, suscitando commozione in tutto il mondo.

Il 20 dicembre 2002 papa Giovanni Paolo II ha firmato un decreto che riconosce le virtù eroiche della "Santa dei Poveri", iniziando di fatto il processo di beatificazione più rapido nella storia delle "cause" dei santi.

Nella settimana che celebrava i suoni 25 anni di pontificato, il 19 ottobre 2003, papa Giovanni Paolo II ha presieduto la beatificazione di madre Teresa davanti a un'emozionata folla di trecentomila fedeli.
[Edited by Cattolico_Romano 9/9/2009 4:06 PM]
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BEATIFICAZIONE DI MADRE TERESA DI CALCUTTA

OMELIA DI SUA SANTITÀ GIOVANNI PAOLO II

Giornata Missionaria Mondiale
Domenica
19 ottobre 2003

1. “Chi vuol essere il primo tra voi sarà il servo di tutti” (Mc 10,44). Queste parole di Gesù ai discepoli, risuonate poc’anzi in questa Piazza, indicano quale sia il cammino che conduce alla “grandezza” evangelica. E' la strada che Cristo stesso ha percorso fino alla Croce; un itinerario di amore e di servizio, che capovolge ogni logica umana. Essere il servo di tutti!

Da questa logica si è lasciata guidare Madre Teresa di Calcutta, Fondatrice dei Missionari e delle Missionarie della Carità, che oggi ho la gioia di iscrivere nell’Albo dei Beati. Sono personalmente grato a questa donna coraggiosa, che ho sempre sentito accanto a me. Icona del Buon Samaritano, essa si recava ovunque per servire Cristo nei più poveri fra i poveri. Nemmeno i conflitti e le guerre riuscivano a fermarla.

Ogni tanto veniva a parlarmi delle sue esperienze a servizio dei valori evangelici. Ricordo, ad esempio, i suoi interventi a favore della vita e contro l’aborto, anche in occasione del conferimento del Premio Nobel per la pace (Oslo, 10 dicembre 1979). Soleva dire: “Se sentite che qualche donna non vuole tenere il suo bambino e desidera abortire, cercate di convincerla a portarmi quel bimbo. Io lo amerò, vedendo in lui il segno dell’amore di Dio”.

2. Non è forse significativo che la sua beatificazione avvenga proprio nel giorno in cui la Chiesa celebra la Giornata Missionaria Mondiale? Con la testimonianza della sua vita Madre Teresa ricorda a tutti che la missione evangelizzatrice della Chiesa passa attraverso la carità, alimentata nella preghiera e nell’ascolto della parola di Dio. Emblematica di questo stile missionario è l’immagine che ritrae la nuova Beata mentre stringe, con una mano, quella di un bambino e, con l'altra, fa scorrere la corona del Rosario.

Contemplazione e azione, evangelizzazione e promozione umana: Madre Teresa proclama il Vangelo con la sua vita tutta donata ai poveri, ma, al tempo stesso, avvolta dalla preghiera.

3. “Whoever wants to be great among you must be your servant” (Mk 10: 43). With particular emotion we remember today Mother Teresa, a great servant of the poor, of the Church and of the whole world. Her life is a testimony to the dignity and the privilege of humble service. She had chosen to be not just the least but to be the servant of the least. As a real mother to the poor, she bent down to those suffering various forms of poverty. Her greatness lies in her ability to give without counting the cost, to give “until it hurts”. Her life was a radical living and a bold proclamation of the Gospel.

The cry of Jesus on the cross, “I thirst” (Jn 19:28), expressing the depth of God’s longing for man, penetrated Mother Teresa’s soul and found fertile soil in her heart. Satiating Jesus’ thirst for love and for souls in union with Mary, the mother of Jesus, had become the sole aim of Mother Teresa’s existence and the inner force that drew her out of herself and made her “run in haste” across the globe to labour for the salvation and the sanctification of the poorest of the poor.

4. “As you did to one of the least of these my brethren, you did it to me” (Mt 25:40). This Gospel passage, so crucial in understanding Mother Teresa’s service to the poor, was the basis of her faith-filled conviction that in touching the broken bodies of the poor she was touching the body of Christ. It was to Jesus himself, hidden under the distressing disguise of the poorest of the poor, that her service was directed. Mother Teresa highlights the deepest meaning of service - an act of love done to the hungry, thirsty, strangers, naked, sick, prisoners (cf. Mt 25:34-36) is done to Jesus himself.

Recognizing him, she ministered to him with wholehearted devotion, expressing the delicacy of her spousal love. Thus in total gift of herself to God and neighbour, Mother Teresa found her greatest fulfillment and lived the noblest qualities of her femininity. She wanted to be a sign of “God’s love, God’s presence, God’s compassion” and so remind all of the value and dignity of each of God’s children, “created to love and be loved”. Thus was Mother Teresa “bringing souls to God and God to souls” and satiating Christ’s thirst, especially for those most in need, those whose vision of God had been dimmed by suffering and pain.

Traduzione italiana della parte di omelia pronunciata in lingua inglese:

[3. "Chi vuol essere grande tra voi si farà vostro servitore" (Mc 10, 43). È con particolare emozione che oggi ricordiamo Madre Teresa, grande serva dei poveri, della Chiesa e del Mondo intero. La sua vita è una testimonianza della dignità e del privilegio del servizio umile. Ella aveva scelto di non essere solo la più piccola, ma la serva dei più piccoli. Come madre autentica per i poveri, si è chinata verso coloro che soffrivano diverse forme di povertà. La sua grandezza risiede nella sua abilità di dare senza calcolare i costi, di dare "fino a quando fa male". La sua vita è stata un vivere radicale e una proclamazione audace del Vangelo.

Il grido di Gesù sulla croce, "Ho sete" (Gv 19, 28), che esprime la profondità del desiderio di Dio dell'uomo, è penetrato nell'anima di Madre Teresa e ha trovato terreno fertile nel suo cuore. Placare la sete di amore e di anime di Gesù in unione con Maria, Madre di Gesù, era divenuto il solo scopo dell'esistenza di Madre Teresa, e la forza interiore che le faceva superare sé stessa e "andare di fretta" da una parte all'altra del mondo al fine di adoperarsi per la salvezza e la santificazione dei più poveri tra i poveri.

4. "Ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me" (Mt 25, 40). Questo passo del Vangelo, così fondamentale per comprendere il servizio di Madre Teresa ai poveri, era alla base della sua convinzione, piena di fede, che nel toccare i corpi deperiti dei poveri toccava il corpo di Cristo. Era a Gesù stesso, nascosto sotto le vesti angoscianti dei più poveri tra i poveri, che era diretto il suo servizio. Madre Teresa pone in rilievo il significato più profondo del servizio:  un atto d'amore fatto agli affamati, agli assetati, agli stranieri, a chi è nudo, malato, prigioniero (cfr Mt 25, 34-36), viene fatto a Gesù stesso.

Riconoscendolo, lo serviva con totale devozione, esprimendo la delicatezza del suo amore sponsale. Così, nel dono totale di sé a Dio e al prossimo, Madre Teresa ha trovato il suo più alto appagamento e ha vissuto le qualità più nobili della sua femminilità. Desiderava essere un "segno dell'amore di Dio, della presenza di Dio, della compassione di Dio" e, in tal modo, ricordare a tutti il valore e la dignità di ogni figlio di Dio, "creato per amare ed essere amato". Era così che Madre Teresa "portava le anime a Dio e Dio alle anime", placando la sete di Cristo, soprattutto delle persone più bisognose, la cui visione di Dio era stata offuscata dalla sofferenza e dal dolore".]

5. “Il Figlio dell’uomo è venuto per dare la propria vita in riscatto per molti” (Mc 10,45). Madre Teresa ha condiviso la passione del Crocifisso, in modo speciale durante lunghi anni di “buio interiore”. E’ stata, quella, una prova a tratti lancinante, accolta come un singolare “dono e privilegio”.

Nelle ore più buie ella s’aggrappava con più tenacia alla preghiera davanti al Santissimo Sacramento. Questo duro travaglio spirituale l’ha portata ad identificarsi sempre più con coloro che ogni giorno serviva, sperimentandone la pena e talora persino il rigetto. Amava ripetere che la più grande povertà è quella di essere indesiderati, di non avere nessuno che si prenda cura di te.

6. “Donaci, Signore, la tua grazia, in Te speriamo!”. Quante volte, come il Salmista, anche Madre Teresa nei momenti di desolazione interiore ha ripetuto al suo Signore: “In Te, in Te spero, mio Dio!”.

Rendiamo lode a questa piccola donna innamorata di Dio, umile messaggera del Vangelo e infaticabile benefattrice dell’umanità. Onoriamo in lei una delle personalità più rilevanti della nostra epoca. Accogliamone il messaggio e seguiamone l’esempio.

Vergine Maria, Regina di tutti i Santi, aiutaci ad essere miti e umili di cuore come questa intrepida messaggera dell’Amore. Aiutaci a servire con la gioia e il sorriso ogni persona che incontriamo. Aiutaci ad essere missionari di Cristo, nostra pace e nostra speranza. Amen!  

   www.vatican.va

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Si prepara il centenario della nascita di Madre Teresa di Calcutta

Annuncio della Superiora Generale delle Missionarie della Carità



di Nieves San Martín



CALCUTTA, lunedì, 7 settembre 2009 (ZENIT.org).-

Le Missionarie della Carità di tutto il mondo hanno celebrato il 5 settembre il 12° anniversario della morte della loro fondatrice, Madre Teresa di Calcutta, e hanno iniziato i preparativi per festeggiare il centenario della sua nascita.

“Una settimana fa abbiamo iniziato i preparativi per la celebrazione del centenario della nascita di Madre Teresa il prossimo anno”, ha detto infatti suor Mary Prema, Superiora Generale della Congregazione.

“La santità eroica della sua vita ci assicura che la sua morte in terra significa la sua nascita in cielo”, ha aggiunto in una dichiarazione raccolta dal “Christian Today India”.

Sono state anche organizzate preghiere speciali nella sede delle Missionarie della Carità a Calcutta, dove religiose, collaboratori, volontari, amici e giornalisti si sono riuniti per commemorare il 99° anniversario della nascita di Madre Teresa.

“Madre Teresa ha aperto il proprio cuore all'amore per tutti – ha ricordato suor Mary –. Continua a ispirare tutti noi ad aprire gli occhi per vedere la dignità di un figlio di Dio nel povero e offrirgli pace e gioia attraverso i nostri umili servizi”.Nel frattempo, il Consiglio Globale dei Cristiani Indiani (GCIC) ha deciso di celebrare il 5 settembre, anniversario della morte della religiosa, il “Giorno di Festa della beata Madre Teresa”.

Il GCIS ha sottolineato che, ispirandosi a Madre Teresa, rinnova il suo “impegno a servire i disprezzati e gli emarginati dalla società, i nostri Dalit (intoccabili) e i perseguitati a causa della fede”. Il gruppo, con base a Bangalore, è stato la voce dei cristiani perseguitati in India.Persone di vari credo hanno ricordato Madre Teresa. Secondo il Press Trust dell'India, il presidente del forum All India Minority, Idris Ali, che ha organizzato una preghiera interconfessionale, ha chiesto al Ministro dei Trasporti federale, Mamata Bannerjee, di ribattezzare la metropolitana di Calcutta con il nome di Madre Teresa.

“Tutti hanno pregato e hanno ricordato Madre Teresa, la sua vita per i poveri, i malati e gli abbandonati”, ha detto suor Mary Prema.“L'anno prossimo, in questo giorno, commemoreremo il centenario della nascita di Madre Teresa. Il nostro sincero impegno per essere canali dell'amore e della pace di Dio per i poveri sarà il dono più bello che potremo preparare”, ha aggiunto.

Giovanni Paolo II ha riconosciuto subito la santità di Madre Teresa, che è stata beatificata dal Papa in Vaticano il 19 ottobre 2003, dopo la guarigione da un tumore allo stomaco di una donna tribale del nord del Bengala avvenuta per sua intercessione.Madre Teresa, albanese di nascita, giunse in India nel 1929 all'età di 18 anni, dedicandosi all'insegnamento. Divenne cittadina indiana nel 1948.Nel 1950 fondò le Missionarie della Carità, Congregazione che ora ha 4.800 religiose e 757 case in 145 Paesi.

Per 45 anni Madre Teresa ha servito poveri, malati, orfani e moribondi, e per il suo operato le sono stati conferiti vari premi nazionali e internazionali, tra cui il Premio Magsaysay nel 1962, il Premio della Pace Giovanni XXIII e il Premio Internazionale John F. Kennedy nel 1971 e il Premio Nobel per la Pace nel 1979. Ha ottenuto anche il più alto riconoscimento dell'India, il Bharat Ratna, nel 1980.
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1/26/2010 11:32 AM
 
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Un DVD per i 100 anni di Madre Teresa di Calcutta
Con immagini inedite risalenti alla sua infanzia, disponibile on line
ROMA, lunedì, 25 gennaio 2010 (ZENIT.org).- A 100 anni esatti dalla nascita di Madre Teresa (al secolo Anjeza Gonxhe Bojaxhiu, Skopje, 26 agosto 1910 – Calcutta, 5 settembre 1997), un DVD e un libro, disponibili già on line, presentano l'attualità del suo esempio di carità.

Il documentario "Madre Teresa. Una Bambina di nome Gonxhe", accreditato dell'alto patrocinio della Pontificia Commissione per i Beni Culturali della Chiesa, racconta il segreto della nascita della vocazione di Madre Teresa, documentando con immagini inedite la sua infanzia, la storia della sua famiglia, il contesto sociale ed economico in cui maturò la sua esistenza esemplare.

Al DVD è allegato un libro con la sua biografia e le testimonianze di Benedetto XVI, Giovanni Paolo II e altri che la conobbero.

Il DVD è disponibile sul sito di HDH Communications, distributore esclusivo dei documentari del Centro Televisivo Vaticano (www.hdhcommunications.com).

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1/31/2010 6:11 AM
 
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Madre Teresa circa la Comunione sulla mano


Dovunque vado nel mondo intero, la cosa che mi rende più triste è guardare la gente ricevere la Comunione sulla mano.

(Madre Teresa di Calcutta, St. Agnes Church, New York, 1989)
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Al museo dei Cavalieri di Colombo nel Connecticut la mostra sulla beata

Madre Teresa continua a stupire il mondo


di Bridget Gabrielle Hylak

"Lascerò la mia casa e la terra che amo per l'umido Bengala, per una riva distante. In cambio, Ti chiedo solo, o Padre dolce come nessun altro:  concedimi di salvare almeno un'anima, un'anima che già conosci". Così, madre Teresa, prima di partire per l'India, il 1° dicembre 1928. Il sorriso di questa donna, premio Nobel per la pace nel 1979, e la sua storia di religiosità eroica e di abnegazione totale al servizio dei "più poveri tra i poveri" sono ben noti in tutto il mondo. Cattolici, ma anche protestanti, musulmani ed ebrei, e persino agnostici e atei riconoscono il valore di questa minuta e fedele missionaria di Cristo, la cui spiritualità, pur incondizionatamente cattolica, è riuscita in qualche modo a attraversare le frontiere e a smussare le asperità delle divisioni dottrinali.

Le missionarie della carità e il Centro madre Teresa, al fine di preservare il ricordo della beata di Calcutta e di condividere la conoscenza dei dettagli più intimi della sua vita spirituale, hanno allestito una mostra di foto e testi che sta facendo il giro del mondo. L'esposizione era stata preparata dall'ufficio della postulazione in occasione della beatificazione di madre Teresa, avvenuta a Roma nel 2003. Per il decimo anniversario della morte - settembre 2007 - si era poi deciso di rivedere e ampliare i contenuti della mostra affinché venissero esposti anche presso la casa madre delle missionarie della carità. L'esposizione è stata e continua a essere accolta con grande favore dai molti visitatori che si recano a Calcutta da ogni parte del mondo ed è stata inoltre presentata nel corso delle ultime due edizioni della Giornata mondiale della gioventù tenutesi a Colonia e a Sydney, riscuotendo grande successo anche presso il pubblico giovanile.

Adesso, l'imminente centenario della nascita di madre Teresa, che si celebrerà ad agosto 2010, appare come l'occasione più adatta per rendere la mostra visibile a un pubblico più ampio. A tal fine, l'esposizione è stata tradotta in diverse lingue a seconda dei Paesi in cui verrà presentata nel corso di tutto l'anno del centenario. Da Roma a Sydney, da Essen all'Albania, la mostra su madre Teresa di Calcutta continuerà dunque a ispirare, istruire, rafforzare e incoraggiare.

La mostra comprende alcune immagini rare che documentano la vita e il lavoro della religiosa, informazioni circa la sua storia e gli ambienti in cui ha vissuto. E, ciò che più colpisce, uno sguardo ravvicinato sulle lotte spirituali che ella dovette sostenere per portare avanti la propria opera.

Nonostante il suo perenne sorriso e la presenza palpabile del Redentore che appariva tanto viva in lei a chiunque la incontrasse, il suo lato più umano doveva combattere contro la sensazione dell'assenza di Cristo. Questo concetto rappresenta una realtà tanto sorprendente quanto potente nell'ambito della vita di madre Teresa, un esempio toccante, pur se quasi incomprensibile, della sua personale perseveranza nella fede. In realtà, proprio questa lotta - il devoto sacrificio di sé per il Regno di Dio, anche nei momenti di dubbio interiore e di turbamento spirituale, derivanti in prevalenza dal suo fervente desiderio di essere sempre con Cristo - è uno degli aspetti che la madre voleva non fossero svelati prima della sua morte.

Come una sposa fedele al proprio dovere, in ogni momento innamorata dello sposo, madre Teresa desiderava Cristo anche quando Egli sembrava, anche senza spiegazione, "lontano" dal suo cuore. Leggendo i suoi scritti di carattere maggiormente intimo, molti dei quali sono stati sagacemente inseriti nella mostra, si comprende subito il suo costante desiderio di Lui, simile a quello che prova una sposa:  ogni battito del suo cuore e ogni respiro sono soltanto Suoi.

Oltre agli ottanta grandi pannelli, sui quali sono riprodotte splendide fotografie della madre e delle sue suore e a una serie di toccanti citazioni e dettagli biografici, in alcune città si è scelto di ampliare o di caratterizzare la mostra. A titolo di esempio, presso il museo dei Cavalieri di Colombo di New Haven, nel Connecticut, dove la mostra è attualmente visitabile fino al 4 ottobre, sono state effettuate delle aggiunte particolari, includendo alcuni dei suoi effetti personali, quali il sari che indossava, e vari oggetti riferibili al rapporto con la fondazione dei Cavalieri di Colombo. Inoltre, i Cavalieri hanno anche provveduto a ricostruire l'umile stanza che madre Teresa occupava presso la casa madre a Calcutta.

Un posto di rilievo nella mostra spetta ai numerosi premi e onori che madre Teresa ha ricevuto:  più di settecento tra il 1962 e il 1997. Governi, istituzioni e organizzazioni di tutto il mondo hanno riconosciuto l'umiltà e, nel contempo, la grande forza con cui lei lavorava, nonché l'importanza dei suoi sforzi. La madre chiedeva abitualmente ad amici e collaboratori perché dessero tanta importanza a quei premi e perché lei avrebbe dovuto sottrarre tempo prezioso alla sua opera per riceverli. Sembrerebbe quasi che quegli onori non rappresentassero per lei altro che un'interruzione della sua missione vitale. "Non so perché tante università e accademie mi conferiscano questi titoli" - diceva - "per me non hanno alcun significato".

Tuttavia, attraverso l'obbedienza e il senso del dovere, la madre li ha sempre accettati con grazia e gratitudine, mai per se stessa, ma sempre a nome dei "più poveri tra i poveri". In ciascuna di tali occasioni, parlava dell'amore di Dio, della dignità umana e dell'importanza dei poveri. "Sono molto felice perché oggi tutti voi avete imparato che i poveri sono persone davvero amabili, essi possono arricchirci e darci molto".
Quando si rese conto che i diversi premi che le erano stati assegnati potevano aiutarla a portare avanti il suo lavoro attirando l'attenzione sui poveri, si è rassegnata con maggiore disponibilità alla volontà di Dio. "Ciò mi dà l'opportunità di parlare di Cristo a persone che altrimenti potrebbero non sentirne parlare mai".

Instancabile nel suo amore, persistente nella propria determinazione e, soprattutto, eternamente devota al suo Salvatore, madre Teresa di Calcutta ha lasciato con la sua vita un segno indelebile nel mondo. Ma, ciò che forse è più importante, innumerevoli persone da lei personalmente toccate, servite, nutrite o medicate, sono pronte ad attestare che la madre ha indubbiamente raggiunto il suo obiettivo iniziale:  "Concedimi di salvare almeno un'anima, un'anima che già conosci".


(©L'Osservatore Romano - 26 giugno 2010)
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