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ECUMENISMO: DIALOGO CATTOLICO-ORTODOSSO, A CIPRO SU VESCOVO DI ROMA

Ultimo Aggiornamento: 27/10/2009 23:18
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Riunita a Cipro la Commissione mista internazionale per il dialogo teologico

Cattolici e ortodossi a confronto sul ruolo del vescovo di Roma


Nicosia, 16. La Commissione mista internazionale per il dialogo teologico tra la Chiesa cattolica e la Chiesa ortodossa riparte oggi da Cipro, con la sua xi sessione plenaria, per studiare in modo più approfondito la questione del ruolo del vescovo di Roma nella comunione della Chiesa nel primo millennio. Si riparte, cioè, dalla conclusione del Documento di Ravenna (13 ottobre 2007), là dove, al punto 45, si chiede di rispondere a "interrogativi cruciali per il nostro dialogo e per le nostre speranze di ristabilire la piena comunione tra di noi". Le domande alle quali i partecipanti al vertice di Cipro dovranno rispondere sono essenzialmente queste:  qual è la funzione specifica del vescovo della "prima sede" in un'ecclesiologia di koinonía, in riferimento alla conciliarità e all'autorità; e in che modo l'insegnamento sul primato universale dei concili Vaticano I e Vaticano II può essere compreso e vissuto alla luce della pratica ecclesiale del primo millennio.

Se a Ravenna, in occasione della X sessione plenaria, la Commissione mista aveva riflettuto sulle conseguenze ecclesiologiche e canoniche della natura sacramentale della Chiesa (comunione ecclesiale, conciliarità e autorità), a Cipro cercherà di trovare un accordo sul ruolo del vescovo di Roma nella vita della Chiesa nel primo millennio, prima cioè del grande scisma del 1054. E inoltre su come il contenuto del primato del successore di Pietro si sia evoluto nel secondo millennio, dopo la divisione tra le due confessioni, e dopo i concili Vaticano I e Vaticano II. Due anni fa erano già stati individuati dei punti fermi. "Entrambe le parti - si legge al n. 41 del Documento di Ravenna - concordano sul fatto che Roma, in quanto Chiesa che "presiede nella carità", secondo l'espressione di sant'Ignazio d'Antiochia (Ai Romani, Prologo), occupava il primo posto nella taxis", ovvero nell'ordine canonico testimoniato dalla Chiesa antica. Il vescovo di Roma "è pertanto il protos (primo) tra i patriarchi". Ma, a Ravenna, cattolici e ortodossi non trovarono l'accordo "sull'interpretazione delle testimonianze storiche di quest'epoca per ciò che riguarda le prerogative del vescovo di Roma in quanto protos", tema tradotto in modi diversi già nel primo millennio.

All'XI sessione plenaria, che si concluderà venerdì 23, verrà esaminato il progetto di documento elaborato dal Comitato di coordinamento riunitosi a Creta dal 27 settembre al 4 ottobre 2008. In quell'occasione - spiega monsignor Francesco Eleuterio Fortino, co-segretario della Commissione mista nonché sotto-segretario del Pontificio consiglio per la promozione dell'unità dei cristiani - "il Comitato ha dato avvio a una lettura comune dei fatti storici, a un inizio di ermeneutica dei dati scritturistici e di esame delle varie opzioni teologiche". La questione del primato del vescovo di Roma - sottolinea Fortino - ha depositati in sé "giudizi e pregiudizi storici che vanno esaminati con rigore e serenità, e con apertura all'avvenire".

Un risultato, a Cipro, è già stato comunque raggiunto:  all'incontro è prevista la partecipazione di una delegazione della Chiesa ortodossa russa che, due anni fa a Ravenna, aveva abbandonato i lavori per la presenza al tavolo di dialogo dei membri della Chiesa di Estonia, la cui autonomia è riconosciuta dal Patriarcato ecumenico di Costantinopoli ma non dal Patriarcato di Mosca.

Dirigono la riunione il cardinale Walter Kasper, presidente del Pontificio consiglio per la promozione dell'unità dei cristiani, e il metropolita di Pergamo, Ioannis (Zizioulas), del Patriarcato ecumenico.


(©L'Osservatore Romano - 17 ottobre 2009)
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