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Giornata Mondiale della Gioventù (GMG) di Madrid 2011

Last Update: 3/27/2010 8:10 PM
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Dopo il via libera del Pontificio Consiglio per i Laici

Presentato a Madrid il logo della prossima Gmg


di Gianluca Biccini



Una grande croce rossa in campo bianco, con un grupp0 di giovani a formare, alla base, la corona della Madonna dell'Almudena, arricchita da sfumature arancioni e gialle. È il logo della Giornata mondiale della gioventù 2011 che, approvato dal Pontificio Consiglio per i Laici, è stato presentato nei giorni scorsi a Madrid. Sono intervenuti il vescovo ausiliare César Augusto Franco Martínez, coordinatore generale della Gmg madrilena, e Santiago de la Cierva, direttore della comunicazione.

Semplice ma efficace la simbologia:  giovani di tutto il mondo si uniscono, per celebrare la loro fede con il Papa, ai piedi della croce, e formano una "m" che sta per Maria e per Madrid. La croce richiama il tema scelto per la Gmg 2011:  "Radicati e fondati in Cristo, saldi nella fede".

La scelta degli organizzatori è caduta su questo modello perché riesce a esprimere il senso di "una catechesi, di un'opportunità di evangelizzazione da cogliere":  la via rapida e sicura per arrivare a Cristo è "Maria, Madre di Dio e degli uomini". La scelta dei colori si è orientata verso tonalità calde, capaci di trasmette il calore proprio dell'identità spagnola. Per quanto riguarda la forma, infine, il logo "possiede un tratto spontaneo e fermo, come la gioventù del ventunesimo secolo. È vicino, allegro, aperto e positivo".
Il logo ha incontrato favorevole accoglienza non solo presso il grande pubblico, ma "anche - come ha rivelato il vescovo - tra le le autorità pubbliche e la stessa la Casa reale spagnola". Inoltre "tutti - ha aggiunto - hanno assicurato il loro supporto e il loro aiuto, perché questo possa essere un evento capace di coinvolgere tantissimi giovani di tutto il mondo". Si attende, infatti, la partecipazione di circa due milioni di persone, tra i 18 e i 29 anni, di quasi tutti i Paesi del pianeta.

La maggior parte degli avvenimenti in calendario si svolgeranno lungo l'asse Alcalá, Gran Via, Puerta del Sol, cattedrale dell'Almudena e Paseo de la Castellana. Nella spianata del seminario si sta programmando un incontro specifico per i giovani candidati al sacerdozio. La messa conclusiva sarà celebrata nell'aerodromo dei Quattro Venti. La festa di accoglienza sarà presieduta dal cardinale arcivescovo António Maria Rouco Varela, nella piazza de Cibeles.

Si tratta della seconda Gmg in terra spagnola ed entrambe sono state organizzate dal porporato:  vent'anni fa, infatti, era arcivescovo di Santiago de Compostela, dove si svolse l'incontro del 1989.
Intanto dall'altra parte del globo il vescovo Antony Fisher, ausiliare di Sydney e coordinatore della precedente Gmg, ha reso noti i risultati di una ricerca condotta da due docenti dell'Australian Catholic University, il sacerdote Michael Mason e Ruth Webber, in collaborazione con Andrew Singleton della Monash University. Chiamata Pilgrim progress 2008 l'iniziativa è stata portata a termine attraverso interviste a migliaia di pellegrini prima, durante e dopo la ventitreesima Gmg.

Il dato più evidente è quello di un aumento delle vocazioni al sacerdozio e alla vita consacrata, con un incremento di presenze nei seminari diocesani e religiosi, nei noviziati e nelle case di formazione. Risultati analoghi sono stati confermati dai vescovi di Australia e Nuova Zelanda contattati personalmente da monsignor Fisher. Il presule ha fatto riferimento alle quattrocentomila persone, inclusi quattromila sacerdoti, 420 vescovi, 26 cardinali "e un Papa molto felice, per il più grande incontro giovanile, il più grande incontro religioso, perfino il più grande incontro per qualsiasi motivo nella storia dell'Australia e dell'Oceania".

Per non parlare del miliardo di uomini e donne che hanno potuto seguirlo attraverso la televisione e Internet. Fisher ha ripercorso gli avvenimenti di quella che ha definito la "più felice e più santa settimana nella storia della nostra città":  le catechesi in 235 siti, le 450 attività dello Youth festival, con "concerti ed esibizioni, forum e dibattiti, spettacoli teatrali e film, centri di preghiera e musica sacra", i 2.500 giovani che "ogni ora di quella settimana passarono in cattedrale, al vocation expo a Darling Harbour, ai luoghi di adorazione e riconciliazione e al santuario della beata Mary Mackillop". Quindi ha rivisitato le tappe della Gmg:  la messa inaugurale al molo di Barangaroo martedì 15 luglio con i cardinali Pell e Rylko, l'arrivo del Papa in nave nella baia di Sydney il giovedì, la via crucis del venerdì, la veglia della luce il sabato, con testimonianze dei giovani e l'adorazione eucaristica e la messa conclusiva della domenica.

A proposito della ricerca, il giovane vescovo domenicano ha sottolineato come il quaranta per cento dei partecipanti abbia sostenuto che la sua fede è uscita rafforzata dalla Giornata, mentre aumentano nel Paese le conversioni, i battesimi e la partecipazione ai sacramenti. I giovani si sentono più liberi di parlare della loro fede e si dedicano maggiormente a lavori di giustizia e sviluppo, al servizio ai bisognosi, all'ecologia e alla costruzione della pace e allo stesso tempo diocesi e parrocchie investono di più nella pastorale giovanile.

E se prima della Gmg, Sydney viveva in maniera distaccata l'evento, tutto è cambiato dal momento della celebrazione:  soprattutto si è registrato un entusiasmo inaspettato tra gli abitanti, tanto che un anno dopo si è deciso di dedicare una settimana alla nuova evangelizzazione, conclusasi, tra l'altro con successo, il 29 luglio.



(©L'Osservatore Romano - 5 agosto 2009)
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La Croce dei giovani inizia il suo pellegrinaggio a Madrid

Nella festa dell'Esaltazione della Santa Croce


MADRID, giovedì, 3 settembre 2009 (ZENIT.org).-

Lunedì 14 settembre, festa dell'Esaltazione della Santa Croce, inizierà il pellegrinaggio della Croce dei giovani e dell'Icona della Madonna nell'Arcidiocesi di Madrid, che accoglierà la Giornata Mondiale della Gioventù 2011.

In quel giorno, informa l'Arcidiocesi madrilena, si celebrerà alle 20.00 una veglia di preghiera nella cattedrale dell'Almudena alla quale sono stati invitati a partecipare in particolare i giovani.
Dopo la veglia, la Croce sarà accolta dai giovani della Vicaria III (Est), per la quale peregrinerà nelle tre settimane successive. In seguito la Croce visiterà le Vicarie VIII (Nordest) e V (Sud), rimanendo in ciascuna dalle due alle quattro settimane.

La Croce visiterà anche la Fiera della Gioventù Juvenalia, il carcere di Soto del Real e la Javierada, il grande pellegrinaggio annuale di carattere giovanile e internazionale convocato dal Vescovo di Pamplona e dedicato a San Francesco Saverio, patrono delle missioni.
Nel marzo 2010 la Croce accompagnerà per 10 giorni i giovani della Pastorale Universitaria e peregrinerà nell'Arcivescovado militare.
Il 31 marzo 2010, Mercoledì Santo, sarà poi consegnata alle Diocesi di Getafe e Alcalá de Henares.

Dal 26 aprile 2010 percorrerà altre Diocesi spagnole.
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Attesi due milioni di giovani alla Giornata della Gioventù 2011

Il Cardinale Rouco illustra i momenti salienti dell'incontro di Madrid



MADRID, lunedì, 14 settembre 2009 (ZENIT.org).- Per la prossima Giornata Mondiale della Gioventù (GMG) di Madrid 2011 si attendono circa due milioni di giovani, la metà madrileni e il resto proveniente da altri luoghi.


Lo ha rivelato il Cardinale Antonio María Rouco Varela, Arcivescovo di Madrid, in un'intervista concessa al quotidiano spagnolo ABC in occasione dell'inizio, questo lunedì, festa dell'Esaltazione della Santa Croce, dei preparativi per questo grande incontro mondiale.
Con la Veglia di questa notte nella cattedrale dell'Almudena di Madrid inizia il pellegrinaggio della Croce delle Giornate Mondiali, consegnata all'Arcidiocesi di Madrid il 5 aprile scorso, Domenica delle Palme.
La Croce visiterà tutte le parrocchie dell'Arcidiocesi, per poi passare alle Diocesi suffraganee di Alcalá e Getafe, e in seguito visiterà ogni Diocesi della Spagna.

Secondo quanto ha rivelato il Cardinale Rouco, gli appuntamenti fondamentali della GMG, presieduti dal Papa, sono già stabiliti: la Veglia e l'Eucaristia conclusiva (19 e 20 agosto) si celebreranno nella base aerea di Cuatro Vientos, luogo dove si è svolto un incontro simile, l'11 aprile 2003, con Giovanni Paolo II.

La Messa che darà inizio alla Giornata e l'accoglienza al Papa verranno celebrate in Plaza de la Cibeles, nel centro della città, il 16 agosto.E' previsto, anche se non ci sono conferme ufficiali, che si celebri una Via Crucis solenne venerdì 18 agosto lungo il Paseo de la Castellana, l'arteria principale che divide la capitale spagnola da nord a sud.
Per il Cardinale Rouco, le GMG “hanno condizionato la storia dell'evan

gelizzazione dei giovani del mondo”, aiutando a creare “una cultura giovanile distinta, un'aria nuova per la vita dei giovani nei loro ambienti e gruppi ecclesiali”.
“Per migliaia di ragazzi hanno significato l'incontro o il reincontro con la fede. Altri hanno scoperto la propria vocazione, e tutti hanno visto modi di essere giovane, di voler vivere con dignità, nobiltà e orizzonti chiari”, ha aggiunto.

Preparativi avviati

Il Cardinale ha spiegato che si è già costituito il Comitato organizzatore della GMG, in collaborazione con il Pontificio Consiglio per i Laici e la Conferenza Episcopale Spagnola (CEE), e che avrà sede in una parrocchia di Madrid.
Il Comitato ha approvato il logotipo ufficiale della GMG e l'inno e si incaricherà di coordinare le catechesi nelle altre lingue (più di 300) e le varie attività previste.

In base ai primi dati, si prevede la presenza di più di 2.000 Vescovi e della metà dei Cardinali di tutta la Chiesa.Il porporato ha anche spiegato alcune iniziative particolari di questa Giornata, come una al Museo del Prado (il più importante del Paese), in cui “si preparerà un itinerario di visita sul tema 'Cercando Cristo'”.E' inoltre previsto che la maggior parte delle parrocchie di Madrid apra tutto il giorno per accogliere i pellegrini che vogliono pregare.
Un'altra questione da affrontare sarà l'accoglienza dei pellegrini. Il Cardinale ha affermato che si offrirà alle famiglie madrilene di ospitare i giovani, anche se ha riconosciuto che non sarà sufficiente per tutti.

Si è quindi chiesto a tutte le istituzioni ecclesiali di offrire gli spazi disponibili e si è chiesto aiuto al Governo e alle autorità regionali e locali. Tutte le istituzioni civili hanno manifestato “piena disponibilità” e hanno dato una “magnifica risposta”, ha confessato.
Il porporato ha infine parlato dei costi materiali, per sostenere i quali ci si baserà soprattutto su “apporti privati e donazioni dei fedeli”, e della necessità di circa 15.000 volontari delle sei aree linguistiche principali.

“La tradizione della Chiesa spagnola sarà una novità grande e positiva per i giovani di molte parti del mondo, dove la Chiesa è molto giovane, dove il grande passato cristiano è oscurato o la realtà della vita consacrata contemplativa, che tanto attrae i ragazzi del nostro tempo, non è così vigorosa come la nostra”, ha concluso.
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5000 giovani spagnoli ricevono la Croce della GMG

Nella Grande Veglia di Preghiera nella Cattedrale dell'Almudena


MADRID, martedì, 15 settembre 2009 (ZENIT.org).-

Una grande folla di giovani ha riempito questo lunedì la Cattedrale dell'Almudena di Madrid. In cinquemila sono giunti nel tempio per ricevere insieme al Cardinale Antonio María Rouco Varela, Arcivescovo della città, la Croce della Giornata Mondiale della Gioventù, che si celebrerà a Madrid nella terza settimana di agosto del 2011.

Il Cardinale Rouco ha presieduto la Grande Veglia di Preghiera che segna l'inizio del pellegrinaggio della Croce nella città di Madrid e nelle altre Diocesi spagnole, informa l'agenzia SIC.

La prima stazione della Croce e dell'Icona di Maria è stata la Vicaría III, dove il Cardinale ha chiesto ai giovani di impegnarsi “coraggiosamente” nel testimoniare il Signore.

Nella sua omelia, il porporato ha spiegato che “il nostro proposito è chiaro, semplice e audace: vogliamo arrivare alla fine del nostro cammino come pellegrini che hanno cercato e trovato Cristo Crocifisso”.

Per questo, ha invitato a scoprire ciò che si racchiude nella Croce, a cercare il volto di Cristo perché illumini e trasformi la vita di tutti: “Non sarà facile riuscirci, ma è immensamente gratificante e fonte di gioia”.

Allo stesso modo, ha chiesto ai giovani di non smettere di provarci nonostante lo “scandalo” che ciò può provocare, anche ora, nella nostra epoca, “dentro e fuori gli ambienti sociali e culturali più o meno toccati dall'eredità della fede cristiana”. “Quelli che considerano oggi l'annuncio di Cristo una necessità non sono meno”, ha aggiunto.

Di fronte al “superuomo” che non ha bisogno di Dio e non dipende da Lui, ha affermato che i problemi umani “hanno bisogno di risposte realiste ed efficaci per risolversi” e che è stata la storia stessa, così come le tragedie del XX secolo, a insegnare che “gli abissi di distruzione dell'umano guidano questi progetti di autodivinizzazione personale e collettiva dell'uomo”.

In questo contesto, l'Arcivescovo di Madrid ha detto ciò che rappresentano i giovani che attendono Cristo nel proprio cuore: “Appartiene solo ai puri di cuore”.

Ha quindi chiesto alla Madonna di “insegnarci come compiere questo Cammino di pellegrini della Croce Gloriosa di suo Figlio Gesù Cristo a Madrid, con umiltà, semplicità e coraggio, mostrandola in tutta la sua verità ai giovani madrileni, alle loro famiglie e a tutta la società”, e di aiutare tutti “a non perdere le forze” in questi due anni che restano prima di celebrare con il Santo Padre la Giornata Mondiale della Gioventù.
 
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Iniziativa della sezione giovani del dicastero per i Laici

La croce delle Gmg simbolo di speranza tra i terremotati dell'Abruzzo


La croce delle Giornate mondiali della gioventù è all'Aquila, simbolo di speranza per le nuove generazioni dell'Abruzzo devastato dal terremoto del 6 aprile scorso.
Padre Eric Jacquinet, responsabile della sezione giovani del Pontificio Consiglio per i Laici, motiva questa scelta sottolineando come il pellegrinaggio della croce delle Gmg "è una sorgente di grazia immensa:  molte sono le persone sofferenti che ai suoi piedi hanno trovato consolazione e pace; molti sono coloro che, attraverso essa, hanno toccato il mistero di Dio rivelato in Cristo; molti sono stati toccati dalla misericordia di Cristo per i peccatori e hanno trovato la forza di chiedere il battesimo o il sacramento della riconciliazione. Molte sono le vocazioni al sacerdozio e alla vita consacrata che sono nate ai piedi di questa Croce. Molti sono coloro che hanno detto "Sì" a Cristo. Veramente - conclude Jacquinet - la croce di Gesù è fonte di vita e di salvezza per ogni persona".
Fu ai giovani del Centro internazionale di San Lorenzo in Piscibus che Giovanni Paolo ii consegnò il 22 aprile 1984 la croce dell'Anno della Redenzione, dando così inizio alla "peregrinatio" in tutto il mondo. Il 22 aprile scorso, nel venticinquesimo anniversario di quell'avvenimento, Benedetto XVI ha chiesto ai ragazzi di continuare a portarla in ogni angolo della terra. La risposta della sezione giovani del P0ntificio Consiglio per i Laici è stata la decisione di inviare in Abruzzo una delegazione internazionale di dodici volontari del Centro giovanile San Lorenzo per portare la croce nelle tendopoli, tra i giovani colpiti dal sisma. In via eccezionale è arrivata la croce originale "per esprimere in modo speciale la presenza di Gesù tra quanti cercano una speranza nuova".
Giunta sabato pomeriggio presso la Casa dello studente, dopo un momento di preghiera è stata portata in processione nella tendopoli di piazza d'Armi, dov'è rimasta tutta la notte per l'adorazione.
Domenica 31 sono previste tappe nella scuola della Guardia di finanza, dove il vescovo Giuseppe Molinari amministra il sacramento della confermazione a giovani delle parrocchie della città; a Lucoli e a Coppito. Infine, in serata, il trasferimento alla tendopoli di Pettino. Lunedì 1 giugno il simbolo delle Gmg andrà a Villa Sant'Angelo e nel pomeriggio a San Demetrio, poi a Paganica e infine in serata a Collemaggio. Martedì 2 toccherà Piazza Duomo e infine sarà al Santuario di San Gabriele dell'Addolorata, dove la Conferenza episcopale Abruzzese-Molisana ha convocato i giovani della regione ecclesiastica per la conclusione del triennio dell'Agorà.


(©L'Osservatore Romano - 31 maggio 2009)
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Presto inaugurata la web ufficiale della GMG di Madrid


Sarà presentata questo mercoledì dal Cardinale Rouco


MADRID, martedì, 17 novembre 2009 (ZENIT.org).-

Questo mercoledì verrà presentata nel corso di una conferenza stampa dal Cardinale Antonio María Rouco la pagina web ufficiale della prossima Giornata Mondiale della Gioventù (GMG), che si svolgerà a Madrid (Spagna).

Chi lavora al dipartimento di comunicazione della GMG – ha comunicato a ZENIT Yago de la Cierva, direttore di Comunicazione dell'evento – nutre “la speranza che sia uno degli strumenti informativi e organizzativi più utili in questi 639 giorni che ci separano dal 16 agosto 2011”.

Si tratta ancora della versione beta, perché per il momento appare solo in castigliano. Nelle prossime settimane, i contenuti verranno messi a disposizione nelle altre cinque lingue principali (tedesco, inglese, italiano, portoghese e francese), e in seguito le informazioni fondamentali saranno diffuse in altre lingue (arabo, cinese e russo).

La pagina web sarà anche la base per la comunicazione della GMG nelle principali reti sociali, sia per quanto riguarda le informazioni che per l'organizzazione, il coordinamento dei volontari, ecc.

In occasione di questa presentazione, si celebrerà la prima conferenza stampa con il Cardinale Antonio María Rouco Varela, che risponderà alle domande dei giornalisti sulla GMG. L'incontro si svolgerà il 18 novembre alle 10.00 nella sede del Comitato organizzatore, inaugurata di recente.

La pagina web della GMG è disponibile su www.jmj2011madrid.com
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2/23/2010 3:19 PM
 
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Il Cardinale Rouco presenta Madrid 2011 alla stampa internazionale
"Le relazioni Stato-Chiesa per quanto riguarda la GMG funzionano perfettamente"

MADRID, domenica, 20 febbraio 2010 (ZENIT.org).-

“Le relazioni Stato-Chiesa per quanto riguarda la Giornata Mondiale della Gioventù (GMG) funzionano perfettamente”, ha affermato il 19 febbraio l'Arcivescovo di Madrid (Spagna).

Il Cardinale Antonio María Rouco Varela si è concesso ai corrispondenti della stampa internazionale per spiegare le ultime novità della Giornata Mondiale della Gioventù e la sua dimensione mondiale.

Il porporato ha anche ringraziato per il clima di collaborazione con le amministrazioni pubbliche. Oltre a fornire spazi cittadini e strutture pubbliche, alla GMG è stato concesso il carattere di avvenimento di interesse pubblico straordinario, che concede benefici fiscali alle imprese che patrocinano l'evento.

La collaborazione con il Governo spagnolo si estende però anche al rilascio dei visti: si sta lavorando, infatti, a formule facilitate e responsabili per accogliere le persone che provengono da Paesi che necessitano di questo iter.


Passioni da tutta la Spagna

Tra le varie celebrazioni previste per l'evento, che si terrà a Madrid nell'agosto 2011, spicca la Via Crucis che si svolgerà lungo il paseo de la Castellana, l'asse viario della capitale spagnola.

“Sarà una grande manifestazione culturale della Settimana Santa spagnola”, ha spiegato il Cardinale, aggiungendo che riunirà Passioni di grande valore artistico e religioso provenienti da tutto il Paese.

La GMG inizierà con l'accoglienza al Papa e una Messa a plaza de Cibeles, nel centro della città, il 16 agosto.

La veglia e l'Eucaristia conclusiva della Giornata si svolgeranno il 19 e il 20 agosto nella base aerea di Cuatro Vientos, luogo in cui si è svolto un incontro simile, l'11 aprile 2003, con Giovanni Paolo II.

Accoglienza

L'Arcivescovo di Madrid ha ribadito che la sfida principale sarà quella logistica: “Dobbiamo essere preparati ad accogliere due milioni di giovani, dar loro da mangiare e fornire un luogo in cui dormire”.

Si prevede che assistano a questo incontro di giovani anche più di mille Vescovi e la metà dei Cardinali di tutta la Chiesa.

Il porporato si è comunque mostrato fiducioso di fronte a questa sfida, visto che “a Madrid abbiamo una capacità di risposta molto grande” e si è fatto anche tesoro dell'esperienza in altri grandi appuntamenti con il Papa.

Molte famiglie madrilene accoglieranno i giovani, e si predisporranno anche grandi spazi per ospitare molti altri partecipanti alla GMG.

“Madrid sarà una grande festa internazionale”, ha dichiarato il Cardinale Rouco, “con una maggioranza di europei ma anche con molti giovani di Africa, America Latina e Asia”.

La maggior parte dei giovani che assistono alla GMG è composta da cattolici, ma l'evento è aperto a persone di qualsiasi confessione religiosa e agnostici.

“Tutti verranno accolti con rispetto, affetto e fraternità”, ha assicurato il Cardinale. “La verità si propone, non si impone”, ha sottolineato parafrasando Giovanni Paolo II, che lo disse ai giovani a Cuatro Vientos nella sua ultima visita in Spagna nel 2003.

Segno sui giovani

Rispondendo alle domande dei giornalisti sulla situazione religiosa della gioventù europea, il Cardinale Rouco Varela ha riconosciuto che ci sono problemi.

Ad ogni modo, si è detto “molto ottimista sulla gioventù europea”. “Non si può generalizzare dicendo che i giovani hanno rotto con le loro radici cristiane, e in Spagna e in molti altri Paesi si osserva una rinascita della fede in molti di loro”.

Ha anche avvertito che le GMG, iniziate 25 anni fa, segnano un'inversione di tendenza in molti luoghi, e lasciano un segno nella vita dei giovani.

In questo senso, ha dichiarato che “è un fatto quasi automatico che dopo ogni GMG aumentino le vocazioni sacerdotali o alla vita consacrata”.


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120.000 italiani assisteranno alla Giornata Mondiale della Gioventù
Delegazioni di Olanda, Italia e Portogallo hanno visitato Madrid

MADRID, giovedì, 4 marzo 2010 (ZENIT.org).-

Vari Paesi europei hanno già iniziato la preparazione alla Giornata Mondiale della Gioventù (GMG) di Madrid. Nelle ultime settimane, le delegazioni delle Conferenze Episcopali di Olanda, Italia e Portogallo hanno visitato la Spagna per coordinare la loro presenza e la preparazione all'evento dell'estate 2011.

La delegazione italiana ha visitato Madrid la settimana scorsa, ha reso noto l'Ufficio Stampa della GMG 2011. Durante la loro permanenza nella capitale spagnola, i delegati hanno incontrato i responsabili dei vari dipartimenti della Giornata per coordinare i preparativi con il Comitato Organizzatore Locale.

I delegati italiani hanno anche aiutato gli organizzatori madrileni grazie alla loro esperienza per la celebrazione della GMG a Roma nel 2000. I responsabili della delegazione italiana calcolano che dall'Italia arriveranno circa 120.000 persone.

I giovani olandesi preparano già il conto alla rovescia per la Giornata della Gioventù Diocesana, che si celebrerà la Domenica delle Palme nelle sette Diocesi del Paese. Quel giorno darà il via alla promozione della GMG.

Il passo seguente sarà agli inizi di novembre, quando si svolgerà un Incontro Nazionale della Gioventù con lo sguardo già posto su Madrid 2011. Secondo alcuni dati della Conferenza Episcopale Olandese, tra i 2.000 e i 2.500 giovani del Paese parteciperanno alla GMG spagnola.

Il Portogallo è uno dei Paesi con più atti programmati in vista della Giornata. La Delegazione per la Gioventù ha previsto vari eventi con giovani durante il prossimo anno e mezzo.

A maggio il Papa visiterà Fatima, cosa che rappresenterà “un'ottima occasione per sensibilizzare i giovani”, ha commentato Pablo Lima, delegato per la Gioventù della Conferenza Episcopale Portoghese.

Il Santuario di Fatima è uno dei centri nevralgici principali per la preparazione della GMG. Tutti gli anni, nel primo fine settimana di maggio, si celebra “Fatima Giovane”, un pellegrinaggio annuale di giovani. Le prossime due edizioni sono dedicate alla GMG del 2011.

Ad agosto i giovani portoghesi si recheranno con altri giovani europei a Santiago de Compostela per il Pellegrinaggio Europeo Giovane. Nella capitale galiziana raccoglieranno la testimonianza della Croce della GMG, con cui faranno un percorso di dodici giorni per le venti Diocesi portoghesi, dall'8 al 20 agosto. A metà del mese, il 14 e il 15, la Croce sarà nel Santuario di Fatima. Dopo il viaggio in Portogallo, la Croce proseguirà il suo itinerario nelle Diocesi spagnole.


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MESSAGGIO DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI PER LA XXV GIORNATA MONDIALE DELLA GIOVENTÙ (28 MARZO 2010), 15.03.2010

Pubblichiamo di seguito il testo del Messaggio che il Santo Padre Benedetto XVI invia ai giovani e alle giovani del mondo, in occasione della XXV Giornata Mondiale della Gioventù che sarà celebrata il 28 marzo 2010, Domenica delle Palme, a livello diocesano:

MESSAGGIO DEL SANTO PADRE

Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?” (Mc 10,17)

Cari amici,

ricorre quest’anno il venticinquesimo anniversario di istituzione della Giornata Mondiale della Gioventù, voluta dal Venerabile Giovanni Paolo II come appuntamento annuale dei giovani credenti del mondo intero. Fu una iniziativa profetica che ha portato frutti abbondanti, permettendo alle nuove generazioni cristiane di incontrarsi, di mettersi in ascolto della Parola di Dio, di scoprire la bellezza della Chiesa e di vivere esperienze forti di fede che hanno portato molti alla decisione di donarsi totalmente a Cristo.

La presente XXV Giornata rappresenta una tappa verso il prossimo Incontro Mondiale dei giovani, che avrà luogo nell’agosto 2011 a Madrid, dove spero sarete numerosi a vivere questo evento di grazia.

Per prepararci a tale celebrazione, vorrei proporvi alcune riflessioni sul tema di quest’anno: “Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?” (Mc 10,17), tratto dall’episodio evangelico dell’incontro di Gesù con il giovane ricco; un tema già affrontato, nel 1985, dal Papa Giovanni Paolo II in una bellissima Lettera, diretta per la prima volta ai giovani.

1. Gesù incontra un giovane

“Mentre [Gesù] andava per la strada, – racconta il Vangelo di San Marco – un tale gli corse incontro e, gettandosi in ginocchio davanti a lui, gli domandò: «Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?». Gesù gli disse: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo. Tu conosci i comandamenti: Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non testimoniare il falso, non frodare, onora tuo padre e tua madre». Egli allora gli disse: «Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza». Allora Gesù fissò lo sguardo su di lui, lo amò e gli disse: «Una cosa sola ti manca: va’, vendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo; e vieni! Seguimi!». Ma a queste parole egli si fece scuro in volto e se ne andò rattristato; possedeva infatti molti beni” (Mc 10, 17-22).

Questo racconto esprime in maniera efficace la grande attenzione di Gesù verso i giovani, verso di voi, verso le vostre attese, le vostre speranze, e mostra quanto sia grande il suo desiderio di incontrarvi personalmente e di aprire un dialogo con ciascuno di voi. Cristo, infatti, interrompe il suo cammino per rispondere alla domanda del suo interlocutore, manifestando piena disponibilità verso quel giovane, che è mosso da un ardente desiderio di parlare con il «Maestro buono», per imparare da Lui a percorrere la strada della vita. Con questo brano evangelico, il mio Predecessore voleva esortare ciascuno di voi a “sviluppare il proprio colloquio con Cristo – un colloquio che è d’importanza fondamentale ed essenziale per un giovane” (Lettera ai giovani, n. 2).

2. Gesù lo guardò e lo amò

Nel racconto evangelico, San Marco sottolinea come “Gesù fissò lo sguardo su di lui e lo amò” (cfr Mc 10,21). Nello sguardo del Signore c’è il cuore di questo specialissimo incontro e di tutta l’esperienza cristiana. Infatti il cristianesimo non è primariamente una morale, ma esperienza di Gesù Cristo, che ci ama personalmente, giovani o vecchi, poveri o ricchi; ci ama anche quando gli voltiamo le spalle.
Commentando la scena, il Papa Giovanni Paolo II aggiungeva, rivolto a voi giovani: “Vi auguro di sperimentare uno sguardo così! Vi auguro di sperimentare la verità che egli, il Cristo, vi guarda con amore!” (Lettera ai giovani, n. 7). Un amore, manifestatosi sulla Croce in maniera così piena e totale, che fa scrivere a san Paolo, con stupore: “Mi ha amato e ha consegnato se stesso per me” (Gal 2,20). “La consapevolezza che il Padre ci ha da sempre amati nel suo Figlio, che il Cristo ama ognuno e sempre – scrive ancora il Papa Giovanni Paolo II -, diventa un fermo punto di sostegno per tutta la nostra esistenza umana” (Lettera ai giovani, n. 7), e ci permette di superare tutte le prove: la scoperta dei nostri peccati, la sofferenza, lo scoraggiamento.
In questo amore si trova la sorgente di tutta la vita cristiana e la ragione fondamentale dell’evangelizzazione: se abbiamo veramente incontrato Gesù, non possiamo fare a meno di testimoniarlo a coloro che non hanno ancora incrociato il suo sguardo!

3. La scoperta del progetto di vita

Nel giovane del Vangelo, possiamo scorgere una condizione molto simile a quella di ciascuno di voi. Anche voi siete ricchi di qualità, di energie, di sogni, di speranze: risorse che possedete in abbondanza! La stessa vostra età costituisce una grande ricchezza non soltanto per voi, ma anche per gli altri, per la Chiesa e per il mondo.
Il giovane ricco chiede a Gesù: “Che cosa devo fare?”. La stagione della vita in cui siete immersi è tempo di scoperta: dei doni che Dio vi ha elargito e delle vostre responsabilità. E’, altresì, tempo di scelte fondamentali per costruire il vostro progetto di vita. E’ il momento, quindi, di interrogarvi sul senso autentico dell’esistenza e di domandarvi: “Sono soddisfatto della mia vita? C’è qualcosa che manca?”.
Come il giovane del Vangelo, forse anche voi vivete situazioni di instabilità, di turbamento o di sofferenza, che vi portano ad aspirare ad una vita non mediocre e a chiedervi: in che consiste una vita riuscita? Che cosa devo fare? Quale potrebbe essere il mio progetto di vita? “Che cosa devo fare, affinché la mia vita abbia pieno valore e pieno senso?” (Ibid., n. 3).

Non abbiate paura di affrontare queste domande! Lontano dal sopraffarvi, esse esprimono le grandi aspirazioni, che sono presenti nel vostro cuore. Pertanto, vanno ascoltate. Esse attendono risposte non superficiali, ma capaci di soddisfare le vostre autentiche attese di vita e di felicità.

Per scoprire il progetto di vita che può rendervi pienamente felici, mettetevi in ascolto di Dio, che ha un suo disegno di amore su ciascuno di voi. Con fiducia, chiedetegli: “Signore, qual è il tuo disegno di Creatore e Padre sulla mia vita? Qual è la tua volontà? Io desidero compierla”. Siate certi che vi risponderà. Non abbiate paura della sua risposta! “Dio è più grande del nostro cuore e conosce ogni cosa” (1Gv 3,20)!

4. Vieni e seguimi!

Gesù, invita il giovane ricco ad andare ben al di là della soddisfazione delle sue aspirazioni e dei suoi progetti personali, gli dice: “Vieni e seguimi!”. La vocazione cristiana scaturisce da una proposta d’amore del Signore e può realizzarsi solo grazie a una risposta d’amore: “Gesù invita i suoi discepoli al dono totale della loro vita, senza calcolo e tornaconto umano, con una fiducia senza riserve in Dio. I santi accolgono quest’invito esigente, e si mettono con umile docilità alla sequela di Cristo crocifisso e risorto. La loro perfezione, nella logica della fede talora umanamente incomprensibile, consiste nel non mettere più al centro se stessi, ma nello scegliere di andare controcorrente vivendo secondo il Vangelo” (Benedetto XVI, Omelia in occasione delle Canonizzazioni: L’Osservatore Romano, 12-13 ottobre 2009, p. 6).

Sull’esempio di tanti discepoli di Cristo, anche voi, cari amici, accogliete con gioia l’invito alla sequela, per vivere intensamente e con frutto in questo mondo. Con il Battesimo, infatti, egli chiama ciascuno a seguirlo con azioni concrete, ad amarlo sopra ogni cosa e a servirlo nei fratelli. Il giovane ricco, purtroppo, non accolse l’invito di Gesù e se ne andò rattristato. Non aveva trovato il coraggio di distaccarsi dai beni materiali per trovare il bene più grande proposto da Gesù.

La tristezza del giovane ricco del Vangelo è quella che nasce nel cuore di ciascuno quando non si ha il coraggio di seguire Cristo, di compiere la scelta giusta. Ma non è mai troppo tardi per rispondergli!

Gesù non si stanca mai di volgere il suo sguardo di amore e chiamare ad essere suoi discepoli, ma Egli propone ad alcuni una scelta più radicale.
In quest’Anno Sacerdotale, vorrei esortare i giovani e i ragazzi ad essere attenti se il Signore invita ad un dono più grande, nella via del Sacerdozio ministeriale, e a rendersi disponibili ad accogliere con generosità ed entusiasmo questo segno di speciale predilezione, intraprendendo con un sacerdote, con il direttore spirituale il necessario cammino di discernimento. Non abbiate paura, poi, cari giovani e care giovani, se il Signore vi chiama alla vita religiosa, monastica, missionaria o di speciale consacrazione: Egli sa donare gioia profonda a chi risponde con coraggio!
Invito, inoltre, quanti sentono la vocazione al matrimonio ad accoglierla con fede, impegnandosi a porre basi solide per vivere un amore grande, fedele e aperto al dono della vita, che è ricchezza e grazia per la società e per la Chiesa.

5. Orientati verso la vita eterna

“Che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?”. Questa domanda del giovane del Vangelo appare lontana dalle preoccupazioni di molti giovani contemporanei, poiché, come osservava il mio Predecessore, “non siamo noi la generazione, alla quale il mondo e il progresso temporale riempiono completamente l’orizzonte dell’esistenza?” (Lettera ai giovani, n. 5). Ma la domanda sulla “vita eterna” affiora in particolari momenti dolorosi dell’esistenza, quando subiamo la perdita di una persona vicina o quando viviamo l’esperienza dell’insuccesso.
Ma cos’è la “vita eterna” cui si riferisce il giovane ricco? Ce lo illustra Gesù, quando, rivolto ai suoi discepoli, afferma: “Vi vedrò di nuovo e il vostro cuore si rallegrerà e nessuno potrà togliervi la vostra gioia” (Gv 16,22). Sono parole che indicano una proposta esaltante di felicità senza fine, della gioia di essere colmati dall’amore divino per sempre.
Interrogarsi sul futuro definitivo che attende ciascuno di noi dà senso pieno all’esistenza, poiché orienta il progetto di vita verso orizzonti non limitati e passeggeri, ma ampi e profondi, che portano ad amare il mondo, da Dio stesso tanto amato, a dedicarci al suo sviluppo, ma sempre con la libertà e la gioia che nascono dalla fede e dalla speranza. Sono orizzonti che aiutano a non assolutizzare le realtà terrene, sentendo che Dio ci prepara una prospettiva più grande, e a ripetere con Sant’Agostino: “Desideriamo insieme la patria celeste, sospiriamo verso la patria celeste, sentiamoci pellegrini quaggiù” (Commento al Vangelo di San Giovanni, Omelia 35, 9). Tenendo fisso lo sguardo alla vita eterna, il Beato Pier Giorgio Frassati, morto nel 1925 all’età di 24 anni, diceva: “Voglio vivere e non vivacchiare!” e sulla foto di una scalata, inviata ad un amico, scriveva: “Verso l’alto”, alludendo alla perfezione cristiana, ma anche alla vita eterna.
Cari giovani, vi esorto a non dimenticare questa prospettiva nel vostro progetto di vita: siamo chiamati all’eternità. Dio ci ha creati per stare con Lui, per sempre. Essa vi aiuterà a dare un senso pieno alle vostre scelte e a dare qualità alla vostra esistenza.

6. I comandamenti, via dell’amore autentico

Gesù ricorda al giovane ricco i dieci comandamenti, come condizioni necessarie per “avere in eredità la vita eterna”. Essi sono punti di riferimento essenziali per vivere nell’amore, per distinguere chiaramente il bene dal male e costruire un progetto di vita solido e duraturo. Anche a voi, Gesù chiede se conoscete i comandamenti, se vi preoccupate di formare la vostra coscienza secondo la legge divina e se li mettete in pratica.
Certo, si tratta di domande controcorrente rispetto alla mentalità attuale, che propone una libertà svincolata da valori, da regole, da norme oggettive e invita a rifiutare ogni limite ai desideri del momento. Ma questo tipo di proposta invece di condurre alla vera libertà, porta l’uomo a diventare schiavo di se stesso, dei suoi desideri immediati, degli idoli come il potere, il denaro, il piacere sfrenato e le seduzioni del mondo, rendendolo incapace di seguire la sua nativa vocazione all’amore.

Dio ci dà i comandamenti perché ci vuole educare alla vera libertà, perché vuole costruire con noi un Regno di amore, di giustizia e di pace. Ascoltarli e metterli in pratica non significa alienarsi, ma trovare il cammino della libertà e dell’amore autentici, perché i comandamenti non limitano la felicità, ma indicano come trovarla.

Gesù all’inizio del dialogo con il giovane ricco, ricorda che la legge data da Dio è buona, perché “Dio è buono”.

7. Abbiamo bisogno di voi

Chi vive oggi la condizione giovanile si trova ad affrontare molti problemi derivanti dalla disoccupazione, dalla mancanza di riferimenti ideali certi e di prospettive concrete per il futuro. Talora si può avere l’impressione di essere impotenti di fronte alle crisi e alle derive attuali. Nonostante le difficoltà, non lasciatevi scoraggiare e non rinunciate ai vostri sogni! Coltivate invece nel cuore desideri grandi di fraternità, di giustizia e di pace.

Il futuro è nelle mani di chi sa cercare e trovare ragioni forti di vita e di speranza. Se vorrete, il futuro è nelle vostre mani, perché i doni e le ricchezze che il Signore ha rinchiuso nel cuore di ciascuno di voi, plasmati dall’incontro con Cristo, possono recare autentica speranza al mondo! È la fede nel suo amore che, rendendovi forti e generosi, vi darà il coraggio di affrontare con serenità il cammino della vita ed assumere responsabilità familiari e professionali. Impegnatevi a costruire il vostro futuro attraverso percorsi seri di formazione personale e di studio, per servire in maniera competente e generosa il bene comune.

Nella mia recente Lettera enciclica sullo sviluppo umano integrale, Caritas in veritate, ho elencato alcune grandi sfide attuali, che sono urgenti ed essenziali per la vita di questo mondo: l’uso delle risorse della terra e il rispetto dell’ecologia, la giusta divisione dei beni e il controllo dei meccanismi finanziari, la solidarietà con i Paesi poveri nell’ambito della famiglia umana, la lotta contro la fame nel mondo, la promozione della dignità del lavoro umano, il servizio alla cultura della vita, la costruzione della pace tra i popoli, il dialogo interreligioso, il buon uso dei mezzi di comunicazione sociale.
Sono sfide alle quali siete chiamati a rispondere per costruire un mondo più giusto e fraterno. Sono sfide che chiedono un progetto di vita esigente ed appassionante, nel quale mettere tutta la vostra ricchezza secondo il disegno che Dio ha su ciascuno di voi. Non si tratta di compiere gesti eroici né straordinari, ma di agire mettendo a frutto i propri talenti e le proprie possibilità, impegnandosi a progredire costantemente nella fede e nell’amore.
In quest’Anno Sacerdotale, vi invito a conoscere la vita dei santi, in particolare quella dei santi sacerdoti. Vedrete che Dio li ha guidati e che hanno trovato la loro strada giorno dopo giorno, proprio nella fede, nella speranza e nell’amore. Cristo chiama ciascuno di voi a impegnarsi con Lui e ad assumersi le proprie responsabilità per costruire la civiltà dell’amore. Se seguirete la sua Parola, anche la vostra strada si illuminerà e vi condurrà a traguardi alti, che danno gioia e senso pieno alla vita.

Che la Vergine Maria, Madre della Chiesa, vi accompagni con la sua protezione. Vi assicuro il mio ricordo nella preghiera e con grande affetto vi benedico.

Dal Vaticano, 22 Febbraio 2010

BENEDICTUS PP. XVI

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A colloquio con il cardinale Stanislaw Rylko, presidente del Pontificio Consiglio per i Laici

La scommessa sui giovani

E così 25 anni fa nacquero le Gmg


di Gianluca Biccini

Avvenimenti ecclesiali, non festival pop o esibizioni trionfalistiche. È questo da venticinque anni, per il cardinale Stanislaw Rylko, lo spirito che anima le Giornate mondiali della gioventù (Gmg). "Al centro ci sono Cristo e la sua croce", non rockstar e valori effimeri:  dunque un messaggio di speranza che dura per sempre, spiega il porporato polacco, che è stato a capo della sezione giovani, poi segretario e infine presidente del Pontificio Consiglio per i Laici. E da questa lunga esperienza ha maturato un fermo convincimento:  "Le Gmg non si possono ridurre ai soli momenti di festa. L'evento internazionale a cadenza fissa, costituisce lo stimolo, il momento della semina. Ma poi bisogna coltivare a livello locale quanto seminato".

Venticinque anni fa per iniziativa di Giovanni Paolo II nasceva la Gmg. Cosa faceva all'epoca il futuro cardinale Rylko?

Ero vicerettore del seminario di Cracovia e docente di teologia pastorale all'Accademia Teologica dell'arcidiocesi. Lavoravo con i giovani seminaristi. E seguivo perciò con attenzione le problematiche del mondo giovanile.

Come accolse da sacerdote appena quarantenne questa idea così innovativa?

Non ignoravo quanto i giovani e la pastorale giovanile stessero a cuore al nostro arcivescovo, il cardinale Karol Wojtyla. Egli aveva il dono di saper stare con i giovani, di riuscire a comunicare con loro. Perciò non mi sorpresi quando, divenuto Papa, puntò tutto sui giovani. Le parole che rivolse loro quel 22 ottobre 1978, all'inizio del pontificato:  "Voi siete la speranza della Chiesa. Voi siete la mia speranza" non erano davvero retoriche, racchiudevano bensì un preciso programma pastorale. Ed è da esso che scaturì la sua profetica decisione d'istituire nella Chiesa le Gmg. Giovanni Paolo II considerava i giovani alleati fondamentali per l'evangelizzazione del mondo. Si fidava di loro, credeva nel peso del loro contributo.

 E le Gmg furono l'espressione concreta di questa fiducia...

E furono il frutto di tre grandi scommesse vinte da Giovanni Paolo II. La prima:  in un'epoca in cui si guardava ai giovani con scetticismo, lui li cercò e diede loro credito. La seconda:  in un tempo in cui i grandi raduni venivano visti con sospetto, come espressione di trionfalismo nella Chiesa, il Papa "venuto da lontano" li scelse coraggiosamente come canale di evangelizzazione, che si è rivelato di straordinaria efficacia. Per Papa Wojtyla le schiere di giovani radunati per le Gmg non erano una massa informe, ma un popolo; ognuno di essi doveva sentirsi personalmente guardato e interpellato. La Gmg divenne così per i giovani un'esperienza della Chiesa universale e giovane, piena della gioia della fede e capace di arginare la solitudine di tanti di loro. E, infine, la terza:  radicare le Gmg ai piedi della Croce, quella dell'Anno Santo del 1984, che egli affidò ai giovani con la consegna di portarla nel mondo, annunciando che solo in Cristo c'è salvezza e redenzione.

Che contributo ha dato Benedetto XVI alle Gmg?

A Colonia, nel 2005, partecipando alla sua prima Gmg da Pontefice, Papa Ratzinger ha conquistato i giovani con il suo sorriso, con il suo amore di padre, con le sue parole profonde ed esigenti:  perché cambia la persona del Papa, ma non il cuore del successore di Pietro, chiamato a edificare la Chiesa di oggi e di domani.

Un successo confermato a Sydney nel 2008 nonostante l'enorme distanza dalla vecchia Europa cristiana?

Anche in Australia la presenza e l'insegnamento di Benedetto XVI sono stati determinanti. In primo luogo, per il suo autorevole richiamo a che le Gmg non perdano di vista la loro finalità ultima:  aiutare i giovani a incontrare Cristo e a scoprire la bellezza di essere cristiani e di essere Chiesa, cioè "una compagnia di amici". E ancora, per l'accento posto sulla ragionevolezza della nostra fede, sulla necessità di quel dialogo tra fede e ragione che così importante è per i giovani di oggi. Lo vediamo da tante piccole cose:  le nuove generazioni hanno bisogno di trovare ragioni, risposte vere agli interrogativi suscitati da un mondo segnato da superficialità e confusione, per arrivare alle radici dell'essere umano con le sue aspirazioni più profonde. Infine, Benedetto XVI ha confermato che le Gmg non si possono ridurre ai soli momenti di festa. La preparazione di questi grandi raduni e il seguito da darvi nella pastorale ordinaria hanno infatti un'importanza capitale. La festa, l'evento internazionale a cadenza fissa, costituisce lo stimolo, il momento della semina. Basti pensare alla primavera vocazionale sbocciata in Australia dopo le giornate di Sydney. Ma poi bisogna coltivare quotidianamente nelle diocesi, nelle parrocchie, nelle associazioni quanto seminato. Il Pontefice lo ha spiegato bene quando ha detto che le Gmg non sono espressione della cultura pop, "una variante della moderna cultura giovanile, come una specie di festival rock modificato in senso ecclesiale con il Papa quale star", ma sempre avvenimenti ecclesiali.

Ritiene che lo schema collaudato dei raduni internazionali necessiti di qualche aggiustamento?

La struttura portante resterà invariata anche a Madrid, sede della prossima Gmg. Certo, questi venticinque anni hanno registrato un notevole arricchimento a livello di contenuti e proposte pastorali. E nel tempo ci sono stati cambiamenti, aggiustamenti. Ma è bene tener presente che il ricambio generazionale è molto rapido e che per le nuove leve la Gmg costituisce sempre una novità assoluta. Il deja vù è una categoria che vale solo per noi adulti. E se guardiamo agli elementi locali, agli apporti dei Paesi ospiti, risulta evidente che ognuno di essi dà un contributo originale e specifico. L'unico elemento davvero invariabile e che ogni Gmg è una sfida pastorale da raccogliere sempre di nuovo.

Perché la Chiesa continua ad aver bisogno delle Gmg?

Esse sono portatrici di un messaggio di speranza per tutta la Chiesa. Perché la Chiesa ha bisogno di riscoprire costantemente il proprio volto giovane. Nella realtà di un cristianesimo troppo spesso stanco e scoraggiato, le Gmg portano un soffio vitale di energia e di gioia. Strumento di evangelizzazione di straordinaria efficacia, esse vedono protagonisti i giovani che, come ha scritto Papa Wojtyla nella Christifideles laici, hanno molte cose da dire alla Chiesa. Bisogna, dunque, saperli ascoltare e saper comunicare con loro. E direi che è proprio da questo punto di vista che le Gmg si sono dimostrate un canale formidabile di presenza ecclesiale nel mondo dei giovani.

Dieci anni fa a Tor Vergata ci furono due milioni di presenze e gli organizzatori di Madrid contano quantomeno di eguagliare la cifra. Aspettative verosimili?

Sgombriamo subito il campo da un equivoco:  l'aspetto quantitativo è importante, ma non è tutto. Come ci ricorda spesso Benedetto XVI, la legge dei grandi numeri non è determinante per la Chiesa. Per noi è importante ogni singolo giovane. La quantità conta, ma conta di più la qualità, A Tor Vergata non ci hanno colpito solo gli oltre due milioni di giovani, ma soprattutto la qualità della loro presenza. Quell'incontro fu l'apice dell'Anno Santo, un fiore sbocciato da tutto il memorabile Giubileo del 2000.

Come sono cambiati i giovani in questi anni e com'è mutato il loro rapporto con le istituzioni ecclesiali?

Il susseguirsi delle generazioni è rapido così come i mutamenti sociali, anch'essi celeri quanto profondi. Le Gmg si sono rivelate sismografo sensibilissimo ai cambiamenti che si registrano nel mondo dei giovani. Ma il loro vero merito è di aver dato vita a una nuova generazione di giovani, diversa da quella di cui parlano i media. Sono i giovani che rifiutano i fasulli e deludenti paradigmi della postmodernità per dire sì a Cristo e sì alla Chiesa, camminando sulle orme del successore di Pietro, nel quale riconoscono una guida sicura e un amico.

E la Chiesa si è adeguata?

Direi di sì. Perché con questa nuova generazione di giovani è andata crescendo pure una nuova generazione di operatori pastorali:  sacerdoti, religiosi e laici più sensibili ai bisogni e alle attese della gioventù di oggi, non più permeabile alle ideologie. Uomini e donne che sanno capire e dare risposte non solo alla testa ma anche al cuore.

Cosa fa il Pontificio Consiglio per i Laici per celebrare questo venticinquennale?

Ogni edizione della Gmg è un rendimento di grazie al Signore per questo dono prezioso che ci è giunto tramite Giovanni Paolo II e che sta portando nella vita della Chiesa e di tanti giovani frutti abbondanti. Poiché quest'anno la celebrazione della Gmg ha carattere diocesano, abbiamo ritenuto opportuno lasciare alle Chiese locali l'iniziativa di commemorare questo anniversario secondo le modalità da esse ritenute più adeguate. E vorrei qui cogliere l'occasione per congratularmi con la diocesi di Roma e con il suo Vicario per la bellissima celebrazione commemorativa organizzata giovedì scorso in San Pietro con la partecipazione, attorno al Papa, di migliaia di giovani di Roma e del Lazio. Credo, poi, che la Gmg di Madrid nel 2011 sarà un momento particolarmente appropriato per ricordare con gratitudine questo anniversario.

Che cosa ci si aspetta dalla prossima Gmg che si celebrerà a Madrid nel 2011?

La Chiesa che vive in Spagna ha un'esperienza collaudata nell'organizzazione della Gmg, che ospiterà per la seconda volta, dopo Santiago de Compostela nel 1989. E noi nutriamo fiducia che il Signore voglia farci dono di un grande evento ecclesiale, di una convincente testimonianza della fede da parte dei giovani della quale il mondo e soprattutto l'Europa hanno oggi estremo bisogno.


(©L'Osservatore Romano - 28 marzo 2010 )
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