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Messe „gay“, comunione ai protestanti e cattolici “per la vita” senza chiesa.

Last Update: 10/3/2010 12:24 PM
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Messe „gay“, comunione ai protestanti e cattolici “per la vita” senza chiesa.


Nuove dalla Diocesi di Monaco.
Del Vescovo Mons. Reinhard Marx ci si può fare un’idea abbastanza chiara.

Dai tre articoli-intervista emerge uno di quei prelati che ha il Vaticano II per superdogma (..non si può “tornare indietro”) e che dichiara pubblicamente di “non capire perché” Roma abbia intavolato un dialogo con i “fondamentalisti” della San Pio X,; un Successore degli Apostoli il cui mandato è “andate e dialogate con tutti”, affascinato dalla gioventù ribelle ( “la ribellione è un privilegio della gioventù”) che “comprende” le critiche, anche feroci, mosse dai pulpiti più disparati contro la Chiesa e i Suoi insegnamenti.. secondo cui il compito della Chiesa è prendere atto della società laica multiculturale e multiconfessionale e cercare di trasmettere il “fascino” della Fede.

Uno che, quando deve spiegare ai giornalisti Süddeutsche Zeitung perché “non va bene se due persone, maggiorenni e consenzienti, vogliono far sesso anche solo per divertimento” se ne esce con le solite spiegazioni “umane, troppo umane” (..perché la sessualità è espressione di un’unione profonda tra due persone..perché si abusa della propria sessualità e di quella dell’altro..), buone giusto per esser confutate da un’alzata di spalle del primo psicologo o sessuologo di passaggio che ammicca al lettore miscredente e promiscuo: in fondo, quello è il “loro” campo.

Uno che, ai giovani che lo incalzano sui soliti temi, ovvero chierichette al Duomo di Monaco, celibato sacerdotale, liturgia "a portata di 'ggiovane" e donne-prete spiega rispettivamente che:

1. per le chierichette vedrà quello che può fare, sapete: è un'antica tradizione;
2. per l'abolizione del celibato sacerdotale, ne discuterà in Conferenza Episcopale (sic!) ;
3. sulla liturgia "ggiovane" cavalca lo slogan "stop alla noia!"..

L'unico NO chiaro, secco, netto e motivato ha avuto il coraggio di dirlo a proposito dell'ammissione delle donne al sacerdozio. Pfiù.. almeno una cosa lo differenzia dal Card. Schönborn..

Certo una promessa, ai "suoi 'ggiovani", la fa: "hier muss sich etwas ändern", ossia, "qui si deve cambiare corso"... lasciando intendere che "il vecchio" ormai "non tira più"..

Sembra il vecchio motto socialista di Honecker, per anni nelle orecchie e nelle bocche dei cittadini della Germania comunista: Vorwärts immer, Rückwärts nimmer! (avanti: sempre; indietro: mai!)

Fino a qui, sarebbe tutto “tragicamente” all’ordine del giorno. Christiane Strobl, però, su
Kreuz.net riporta cose che “noi umani”, nemmeno nei film di Ridley Scott…

Sin dal 2002, ogni seconda domenica del mese ale 19.00 nella Diocesi di Monaco si celebra una Messa per “lesbiche, omosessuali & friends”.

A scanso di equivoci, non si celebra una Messa “in riparazione” o “per la conversione di”.. E’ proprio tutta dedicata ad un gaio pubblico.

Se già questo obiettivamente non bastasse, si aggiunga che proprio all’inizio di quest’anno, il Vescovo Marx in persona ha pensato bene di trasferire tale celebrazione, da una chiesuola fuori cittá nella centrale e bellissima Chiesa di St. Paul, capolavoro neogotico di Von Hauberrisser.. (altro che cappelle nei seminterrati di qualche ospedale, come per la forma straordinaria); chiesa nuova, pastorale nuova, tanto che il Vescovo ha incaricato addirittura un prete per seguire questa audace “sfida pastorale”, don Manfred Rütsche, al contempo pure incaricato diocesano per la pastorale vocazionale (gulp!).

Questo non significa che sia “solamente” questo sacerdote a occuparsi della questione, anzi: per sua stessa ammissione, è molto contento che sempre piú sacerdoti prendano parte a questa iniziativa (..al momento come celebranti, meglio precisare).

Su Kreuz.net (che rimanda a
siti ufficiali di associazioni omosessuali “che amano celebrar Messa”) scopriamo per altro come le Messe “queer” (per gay, lesbiche, ecc) non siano un’esclusiva della Diocesi di Monaco: su questo sito si scopre che l’offerta è talmente diffusa tra le diocesi tedesche, tanto da legittimare da anni uno “stand” rappresentativo e una apposita Messa all’annuale Katholikentag (giornata nazionale dei cattolici tedeschi..)

Da cosa nasce cosa.. e ultimamente, scrive la Strobl, si leggeva un interessante contributo sul bollettino parrocchiale, a firma del parroco di St. Paul don Rainer Hepler. Il Nostro si domandava se “i protestanti potessero prendere la Comunione”.

Questa è la risposta: “Nonostante l’opinione contraria di molti, la celebrazione comune dell’Eucarestia tra cristiani di diverse confessioni ad oggi non è ancora possibile”. Poi, peró, a mo’ di coniglio dal cappello, salta fuori il paragrafo 45 dell’Enciclica Ecclesia de Eucharestia di Giovanni Paolo II.

“45. Se in nessun caso è legittima la concelebrazione in mancanza della piena comunione, non accade lo stesso rispetto all'amministrazione dell'Eucaristia, in circostanze speciali, a singole persone appartenenti a Chiese o Comunità ecclesiali non in piena comunione con la Chiesa cattolica.

In questo caso, infatti, l'obiettivo è di provvedere a un grave bisogno spirituale per l'eterna salvezza di singoli fedeli, non di realizzare una intercomunione, impossibile fintanto che non siano appieno annodati i legami visibili della comunione ecclesiale”.

Da questo, il parroco di St.Paul trae la seguente conclusione: “la risposta alla domanda è dunque: caso per caso, con valida motivazione, SI', i protestanti possono ricevere la Comunione”.

Peccato che, come esplicitato proprio dallo stesso paragrafo 45, tale disposizione sia indirizzata più agli “Orientali, che, trovandosi in buona fede separati dalla Chiesa cattolica, chiedono spontaneamente di ricevere l'Eucaristia dal ministro cattolico e sono ben disposti”. Ma, obiettivamente, è tutta questione di interpretazione.

Il paragrafo 45 può voler dire tutto e niente, e nessuno (tantomeno il Vescovo Marx) impedisce al parroco di leggerci quel che vuole, con l' inevitabile conseguenza di diffondere queste opinioni tra i fedeli.

In conclusione, giusto per inquadrare meglio la situazione generale, un ultimo dato di cronaca che ha visto protagonisti l’Arcidiocesi di Monaco e l’associazione EuroProLife, movimento per la vita e anti-abortista, nato cattolico ma aperto a “militanti” di diverse confessioni (per una nobile causa), fondato l’8 Dicembre 2007 alla presenza di S.Ecc. l'Arcivescovo Karl-Josef Romer, Segretario Generale del Pontificio Consiglio per la Famiglia e consacrato alla protezione della Madre di Gesù.

L’anno scorso, l’EuroProLife aveva organizzato un silenzioso corteo di preghiera “Mille Croci per la Vita” ; quelle mille croci che i partecipanti avrebbero portato in processione, stavano a simboleggiare i circa mille aborti quotidiani in terra tedesca.

Punto di partenza e di arrivo del corteo-processione avrebbe proprio dovuto essere la centrale e spaziosa chiesa di St. Paul.. Si sarebbe dovuta celebrare una Santa Messa e pregare il Rosario. Scrivo al condizionale perché la Diocesi ha negato la chiesa e ha preso ufficialmente le distanze da tale manifestazione.

Motivo? “Si temono strumentalizzazioni politiche dell’estrema destra”, così Bernhard Kellner, portavoce dell’Arcidiocesi. Nulla è servito al Presidente di EuroProLife Wolfgang Hering dimostrare come il suo movimento sia un movimento serio e apartitico e come sia le autorità di Polizia sia la Procura federale (su denuncia per diffamazione presentata proprio dall’Associazione) abbiano escluso nel modo più categorico connivenze tra EuroProLife e ambienti di estrema destra.

Il Vescovo Marx aveva già deciso.

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la diocesi di marx


Che dire? speriamo che non sia tutto vero. ma se lo è...........

Testimonianza di un Sacerdote straniero nella Diocesi di Monaco


Sono nella diocesi di Monaco, come Sacerdote, da alcuni mesi - E' quasi impossibile prestare un servizio pastorale nelle parrocchie dove gli "assistenti pastorali" (per la maggioranza donne) prestano un servizio pastorale stipendiato dalla Diocesi. - Per le poche celebrazioni della Santa Messa domenicale che ho potuto svolgere qui nella diocesi di Monaco, no ho mai potuto ne leggere il Vangelo ne tenere la predica domenicale. La pratica è che chi predica legge il Vangelo ,dunque come gli assistenti pastorali laici (quasi tutte donne) predicano a turni durante le celebrazioni della Santa Messa domenicale, mai il sacerdote che celebra puo avvicinarsi all'ambone per leggere il vangelo o tenere la predica. E' pure esonerato dall'introduzione alla Santa Messa prima dell'atto penitenziale e anche della formulazione della preghiera universale perchè riservate a chi è di turno per la predica e lo sono quasi sempre gli assistenti pastorali laici. Durante la Consacrazione, gli assistenti pastorali laici occupano lo stesso posto, all'altare, dei concelebranti e spesso leggono parte del canone della Messa. Qui sono cose che qui' succedono quasi ogni domenica. La Diocesi ufficialmente avrebbe vietato tutto questo, ma di fatto fa' finta di non vedere e non sapere finche' nessuno protesta, ma qui cè una tale confusione nella gente che non sa' piu cosa è permesso e cosa è vietato. Nessun sacerdote straniero che studia alla facolta di teologia puo permettersi di denunciare i fatti che accadono perchè gli vien toltia ogni possibilita di sostegno economico, borsa di studio o di celebrare messa in chiesa. Qui conosco molti sacerdoti stranieri come me che avendo offerto di prestare un servizio di sostegno patorale nelle parocchie della diocesi di Monaco in fine settimana, e durante il loro tempo di studio che dura alcuni anni, i quali non ricevono nessuna risposta. Alcuni per poter sostenere i loro studi, non potendo aver il sostegno economico in scambio di un servizio pastorale, sono ridotti a lavorare di sera faccendo le pulizie degli uffici nelle banche, nell'amministrazione regionale o in diverse agenzie o fabriche. Altri sono ridotti a lavorare da operai nei cantieri, o ad andare alla stazione delle poste per smantellare buste e pacchi. Chi non ce la fa fisicamente a prendere un lavoro pesante durante lo studio va a fare lo chauffeur nelle diverse agenzie di taxi della citta di Monaco. Vi sembra che sia un film da fantascienza ? Non lo è a fatto perchè tutto questo qui esiste. Nella diocesi di Monaco nelle zone di campagna parrocchie mancano di preti, ma preferiscono dare ogni servizio pastorale agli assistenti pastorali laici, perchè costa di meno una liturgia della parola che la celebrazione di una Santa Messa. Mi sono ritrovato un giorno della festa di san Giuseppe in una chiesa di quella diocesi con altri due Sacerdoti, uno dei quali doveva celebrare la Santa Messa in quel luogo e in quel giorno li. Dall'ordinariato era venuto un avviso che non si doveva piu celebrare Messa e che ci doveva essere solo una liturgia della parola, svolta dall'assistente pastorale del luogo. Ci siamo ritrovati tre Sacerdoti seduti sui banchi di quella Chiesa, ad assistere la liturgia della Parola officiata da quella signora nominata dalla diocesi. - In questa diocesi di Monaco succedono delle cose che a voi non è minimamente possibile immaginare ma non possiamo dire niente.

Se osiamo denunciare ufficialmente, quello che succede e che perdiamo il minimo che abbiamo per vivere, cioè i 300 Euro che ci danno per un mese (10 euro a messa ogni giorno) e senza nessuna protezione sociale (assicurazione malatia o incidenti). Ho sempre l'impressione che sono caduto nel film sbagliato tanto la realta' va oltre la fantascienza: vedere pastori luterani ricevere la comunione all'altare della parrocchia quando è il vescovo stesso che celebra, vi fa capire che se dite qualche cosa contro questo abuso liturgico, finirete pure ad aver il vescovo contro di voi e dunque non c'é nessuna via di uscita che di trovarsi un lavoro par-time in città per sfuggire a tale situazione disastrosa e rimanere in comunione con la Chiesa di Roma, cosa che alcuni sacerdoti stranieri studenti preferiscono fare, ma a quale costo per il loro sacerdozio. Il caso il piu terribile che vivo qui è quello di un giovane prete arrivato nella facolta di teologia per completare i suoi studi. Un sacerdote che dall'inizio del suo ministero non si era mai vestito altro che da prete. Arrivando per studiare non ha mai ricevuto nessuna attivita' pastorale di fine settimana, per migliorare un po' il suo quotidiano e dovendo campare con pochi soldi dopo aver pagato affitto della stanza, cibo e trasporto, è stato costretto a fare il lavapiatti in un ristorante turco della città. Per non aver problemi si è dovuto togliere l'abito da prete e mettersi in jeans per andare a lavorare ogni sera in quel grande ristorante in modo incognito. Veramente mi sembra di vivere nel film sbagliato. Noi Sacerdoti stranieri, quando parlate di Benedetto XVI e dite quello che dite, noi che siamo nella diocesi dove operava da Vescovo, ci stiamo chiedendo se stiamo parliamo dalla stessa persona, visto che pure ai suoi tempi qui non andava diversamente. Dunque dire che questo Pontefice sta per cambiare la chiesa a noi fa sorridere, visto che non a' potuto dare un altra impronta alla diocesi di Monaco quando stava qui, come puo' a Roma, come Pontefice, dare un altra impronta alla Chiesa universale ? Veramente, per come viviamo qui' da sacerdoti, non ci facciamo illusioni. Pregate per me, pregate per noi. -

In Christo per Maria. Don X, Sacerdote nella diocesi di Monaco
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