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Anglicani a rischio di scisma. Le due vie dell'arcivescovo di Canterbury

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    00 8/5/2009 7:23 AM

    Anglicani a rischio di scisma. Le due vie dell'arcivescovo di Canterbury

    La prima per i tradizionalisti, la seconda per i modernisti. È la soluzione che Rowan Williams ha escogitato per tenere insieme sia chi approva gli ordini sacri a gay e lesbiche, sia chi li rifiuta. Il Vaticano gli fa da sponda

    di Sandro Magister




    ROMA, 3 agosto 2009 – Nell'estremo tentativo di scongiurare un ennesimo scisma tra i suoi fedeli, l'arcivescovo di Canterbury e primate della comunione anglicana Rowan Williams (nella foto con la moglie Jane) ha chiesto aiuto anche al Vaticano. E da qui sono corsi subito in suo soccorso.

    L'implicita richiesta di aiuto è in un testo che Williams ha pubblicato il 27 luglio nel suo sito web, dal titolo "Communion, Covenant and Our Anglican Future".

    Il soccorso vaticano si è espresso in un articolo de "L'Osservatore Romano" del giorno dopo e in una dichiarazione del 29 luglio del pontificio consiglio per l'unità dei cristiani.

    Nel rivolgersi ai settantasette milioni di anglicani nel mondo, Williams ha preso atto che tra di loro il pericolo di scisma è reale, specie dopo le risoluzioni approvate a metà luglio dagli anglicani degli Stati Uniti, là denominati episcopaliani. Ma li ha esortati a far di tutto per restare uniti. E per convincerli ha fatto leva anche sul disastro che ne deriverebbe per l'ecumenismo, cioè per il cammino d'unione con le altre Chiese e comunità cristiane, in primo luogo con la Chiesa cattolica.

    Le risoluzioni approvate dagli anglicani d'America ad Anaheim in California – ha fatto notare Williams – sono infatti in profondo contrasto con la dottrina e la prassi dei cattolici e degli ortodossi, oltre che con il sentire di un gran numero di anglicani.

    Esse riguardano l'omosessualità. Una prima risoluzione ha stabilito che al sacerdozio e all'episcopato possono accedere tutti i battezzati, quindi anche gli uomini e le donne che intrattengono relazioni con persone dello stesso sesso.

    Una seconda risoluzione ha deciso che si benedicano con una speciale liturgia le nozze tra omosessuali.

    Williams ha obiettato che il matrimonio tra omosessuali non ha alcun fondamento nelle Sacre Scritture. E solo a queste la comunione anglicana deve attenersi, senza seguire le mutevoli regole sociali che ad esempio in sei Stati americani permettono il matrimonio di coppie omosessuali. Tanto meno ammettendo al sacerdozio e all'episcopato uomini e donne che convivono con persone dello stesso sesso.

    Per scongiurare questo e altri possibili scismi, Williams ha quindi proposto alle quarantaquattro province che compongono la comunione anglicana di sottoscrivere un "Covenant", un patto sull'ortodossia biblica. Tra chi lo sottoscriverà e chi no si separeranno le strade, ma non del tutto. Da un lato vi saranno coloro che si atterranno alla tradizione biblica, condivideranno una comune visione sulla dottrina e la prassi anglicana, si sentiranno parte di una più larga fratellanza con le altre Chiese e comunità cristiane. Dall'altro lato vi saranno coloro che daranno la priorità alle decisioni della propria comunità e concepiranno la comunione anglicana come una libera federazione di corpi indipendenti, con alle spalle semplicemente una comune storia culturale.

    I singoli fedeli potranno comunque sottoscrivere il "Covenant", qualora la loro provincia non lo facesse. E in ogni caso – ha sottolineato Williams – soltanto i sottoscrittori del patto prenderanno parte agli incontri ecumenici in qualità di rappresentanti della comunione anglicana, in modo che le altre Chiese e comunità cristiane sappiano sempre chi sono e cosa pensano quelli con cui si troveranno a dialogare.

    ***

    Poche ore dopo la diffusione del testo dell'arcivescovo di Canterbury, "L'Osservatore Romano" ne ha riportata un'ampia sintesi, sotto il titolo: "Due diversi stili per essere anglicani". Il resoconto era chiaramente solidale con lo sforzo di Williams di arginare la frantumazione della comunione anglicana.

    Ancora più esplicita, nel dare sostegno a Williams, è stata la dichiarazione emessa il 29 luglio dal pontificio consiglio per l'unità dei cristiani, presieduto dal cardinale Walter Kasper, che così terminava:

    "La nostra preghiera è che la comunione anglicana, anche in questa difficile situazione, possa trovare una via per mantenere la sua unità e la sua testimonianza a Cristo in quanto comunione mondiale".

    Williams gode di una diffusa stima e simpatia in campo cattolico. Quando nel 2002 fu nominato arcivescovo di Canterbury e primate degli anglicani, prima di prendere possesso della carica si ritirò per due settimane in Italia nel monastero cattolico di Bose, fondato e guidato dal suo amico Enzo Bianchi.

    Sta di fatto che la comunione anglicana è da anni sottoposta a continue spinte divaricanti.

    L'ordinazione delle donne, iniziata nel 1994, è una di queste fonti di divisione. Molti anglicani sono passati per questo alla Chiesa cattolica o ad altre Chiese cristiane.

    Per trattenere i dissidenti, nella cattedrale anglicana di Blackburn nel Lancashire – nella quale vi sono canonici di entrambi i sessi – qualche mese fa hanno escogitato una strana soluzione, nella messa domenicale delle 10.30.

    Alla comunione si fanno due file: da un lato chi accetta l'ostia consacrata dalla reverenda Sue Penfold, dall'altro lato chi l'accetta solo se consacrata dal reverendo Andrew Hindley.

    __________


    La riflessione dell'arcivescovo di Canterbury Rowan Williams sulle divisioni tra gli anglicani, messa in rete il 27 luglio 2009 nel suo sito web:

    > Communion, Covenant and Our Anglican Future


    __________
    [Edited by S_Daniele 12/23/2009 6:57 AM]
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    00 12/23/2009 6:57 AM
    L'arcivescovo di Canterbury ha presentato l'Anglican Communion Covenant

    Un nuovo accordo fra gli anglicani per superare le divisioni



    Canterbury, 22. In un messaggio video diffuso in rete giovedì, l'arcivescovo di Canterbury e primate della Comunione anglicana, Rowan Williams, ha annunciato ai fedeli la pubblicazione della versione finale del documento Anglican Communion Covenant. Nel suo messaggio, l'arcivescovo Williams ha sottolineato che l'elaborazione del documento ha richiesto diversi anni e che solo ora si è proceduto al suo invio a tutte le province della Comunione affinché gli organismi dirigenti possano avviare i processi decisionali per stabilire se adottarlo o meno.
     
    Il primate ha spiegato che è importante che si centri l'attenzione sui punti sostanziali affrontati nel documento e sui traguardi che si vogliono conseguire. Per Williams è necessario che i vescovi anglicani dicano apertamente ai loro fedeli che la Anglican Communion Covenant non si propone come uno strumento per condannare chi non è d'accordo.

    In sostanza, il documento affronta i problemi principali che recentemente hanno causato controversie tra gli anglicani che si richiamano alla lunga tradizione religiosa e quanti invece hanno voluto introdurre innovazioni che hanno avuto effetti non positivi sulla Comunione. Per aderire alla Anglican Communion Covenant è necessario che i rappresentanti delle province si impegnino a non intraprendere iniziative che possano dividere i fedeli.


    Tra queste, sono citate le iniziative proselitiste di religiosi di alcune province in altri Paesi senza un accordo preventivo, l'ordinazione di sacerdoti dichiaratamente omosessuali, l'approntamento di una liturgia e la benedizione di matrimoni tra persone dello stesso sesso. Nella Anglican Communion Covenant viene previsto un organismo, lo Standing Committee, incaricato di risolvere le dispute e di sospendere l'adesione delle province che dovessero violare regole già stabilite. Ai gruppi esterni di fedeli protestanti viene concesso di aderire alla Covenant ma l'ingresso nella Comunione Anglicana non è garantito.

    Nel messaggio video, l'arcivescovo Williams ha ammesso che "nella famiglia anglicana le relazioni tra diverse comunità sono state tese negli anni recenti. Non abbiamo imparato a credere l'uno nell'altro come, forse, avremmo dovuto". Il primate ha poi sottolineato che "l'ultima parte del documento è suscettibile di causare controversie perché riguarda quello che potrebbe accadere se le relazioni con qualcuna delle province dovessero essere sospese". Williams ha assicurato che non sono previste condanne ma modi per discernere la natura del disaccordo e del suo potere di generare divisioni.

    Tra i primi commenti al messaggio del primate e al testo del documento, vi è stato quello del reverendo John Howe, vescovo evangelico della Florida centrale. Il religioso ha sottolineato che l'ultima parte del documento prevede la possibilità che ogni membro di ciascuna provincia sia libero di scegliere se aderirvi o meno secondo il modello del "doppio binario". Questo porterebbe a distinguere le province della Comunione anglicana tra quelle la cui maggioranza dei membri sceglieranno la piena adesione all'intero testo e quelle in cui, invece, la maggioranza respingerà la parte conclusiva. Per il vescovo Howe, l'opzione consentirà di conservare una formale unità anche con gli episcopaliani che hanno ormai scelto di procedere all'ordinazione di pastori omosessuali e alla benedizione di matrimoni tra persone dello stesso sesso.


    (©L'Osservatore Romano - 23 dicembre 2009)