Famiglia Cattolica

Serbia: e' morto il patriarca ortodosso Pavle

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    S_Daniele
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    00 11/16/2009 11:33 AM





    BELGRADO (Reuters) - Il patriarca Pavle, che ha guidato la chiesa serbo ortodossa durante la divisione della Jugoslavia negli anni 90, è morto oggi a 95 anni.

    Lo riferisce un comunicato, precisando che Pavle è morto in un appartamento speciale dell'ospedale militare di Belgrado, dove il religioso era in cura dal 2007 per problemi legati all'età.

    "La morte del patriarca è una enorme perdita per la Serbia", ha detto in una nota il presidente Boris Tadic.

    Benché fosse nominalmente ancora a capo della Chiesa, Pavle aveva abbandonato i suoi impegni nel 2008, col peggioramento del suo stato di salute.

    Centinaia di persone in lutto sono arrivate in massa nella chiesa Saborna Crkva nel centro di Belgrado dopo l'annuncio del suo decesso.

    Pavle, di nome Gojko Stojcevic, era nato nel 1914 a Kucanci, un paesino nell'impero austroungarico che ora è in Croazia.

    Il suo successore sarà eletto con voto segreto in un conclave a cui parteciperanno almeno due terzi del totale di 40 vescovi.

    [Edited by S_Daniele 11/16/2009 11:34 AM]
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    S_Daniele
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    00 11/18/2009 9:44 PM
    Il cordoglio di Benedetto XVI per la morte del Patriarca della Chiesa Ortodossa Serba Pavle

    Ha servito la grande causa della riconciliazione e della pace


    Nella mattina di giovedì 19 novembre, nella cattedrale di San Saba, a Belgrado, si celebrano le esequie del Patriarca Pavle, capo della Chiesa Ortodossa Serba. A nome del Papa, vi partecipa il cardinale Angelo Sodano, decano del Collegio cardinalizio, che guida una Delegazione composta dall'arcivescovo Orlando Antonini, nunzio apostolico in Serbia, e padre Milan Zust, s.i., assistente per la sezione orientale del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani. Il porporato sarà latore di un messaggio di cordoglio di Benedetto XVI indirizzato all'arcivescovo Amfilohije, Metropolita di Montenegro e Locum Tenens del Trono Patriarcale della Chiesa Ortodossa Serba. Nel messaggio pontificio, che pubblichiamo integralmente, non si manca di ricordare "la testimonianza di fede e di fortezza spirituale" resa dal Patriarca Pavle "anche in momenti particolarmente difficili, segnati da conflitti e da guerre".
     


    A Sua Eminenza
    Amfilohije
    Arcivescovo di Cetinje,
    Metropolita di Montenegro,
    Locum tenens del Trono Patriarcale
    Santo Sinodo
    della Chiesa ortodossa serba


    Mi è giunta la triste notizia che il Signore ha chiamato a sé Sua Santità Pavle, Patriarca della Chiesa Ortodossa Serba. Desidero porgere a Lei, al Santo Sinodo e a tutti i Membri della Chiesa, le mie sentite condoglianze, assicurando la mia unione nella preghiera con quanti piangono il loro Padre e Pastore.
    In una lunga vita al servizio del Vangelo, il defunto Patriarca ha dato testimonianza di fede e di fortezza spirituale anche in momenti particolarmente difficili, segnati da conflitti e da guerre. Chiedo al Signore che il suo esempio possa essere di conforto ai cuori dei suoi fedeli e di tanti altri uomini di buona volontà, che, spronati dalla sua perseveranza, si impegnino a vivere pienamente la fede cristiana e a servire con zelo la grande causa della riconciliazione e della pace.
    Ricordo con gratitudine la generosa e calorosa accoglienza che Sua Santità Pavle ha riservato ai Membri della Commissione Mista Internazionale per il Dialogo Teologico tra la Chiesa Cattolica e la Chiesa Ortodossa nel suo insieme durante la riunione plenaria nel settembre 2006, a Belgrado. Molti altri sono stati i gesti di fraternità verso la Chiesa Cattolica e gli incontri tra cattolici e ortodossi avvenuti con la Sua benedizione.
    Possa il dolore della scomparsa del Patriarca Pavle trasformarsi in sicura speranza della "nascita al Cielo" ed il Suo ricordo continui ad ispirare una forte crescita spirituale nel popolo che egli ha servito con dedizione e generosità. Il Suo ricordo sia anche un invito per tutti a proseguire il cammino del dialogo e della ricerca della piena comunione tra tutti i discepoli di Cristo.
    Desidero esprimere anche l'augurio che il Signore accompagni l'azione del Santo Sinodo in questo tempo di transizione.
    Con affetto nel Signore.
    Dal Vaticano, 16 Novembre 2009





    (©L'Osservatore Romano - 19 novembre 2009)
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    00 11/20/2009 11:31 AM
    Il Papa unito spiritualmente alle esequie del Patriarca serbo

    Sua Beatitudine Pavle è deceduto a 95 anni


    CITTA' DEL VATICANO, giovedì, 19 novembre 2009 (ZENIT.org).-

    Si sono svolti questo giovedì nella Cattedrale di San Saba, a Belgrado, le esequie del Patriarca Pavle, capo della Chiesa Ortodossa Serba, morto domenica scorsa all'età di 95 anni.

    Oltre 200.000 fedeli che hanno partecipato all'evento riversandosi nelle strade della capitale.

    Era presente al rito anche il Patriarca Ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo I. In rappresentanza del Papa, ha partecipato una delegazione vaticana guidata dal Cardinale Angelo Sodano, decano del Collegio cardinalizio.

    Il porporato ha portato un messaggio di cordoglio di Benedetto XVI indirizzato all'Arcivescovo Amfilohije, metropolita di Montenegro e Locum Tenens del Trono Patriarcale della Chiesa Ortodossa Serba, come riporta la "Radio Vaticana".

    Nel messaggio, il Papa esprime le sue "sentite condoglianze", assicurando l'"unione nella preghiera con quanti piangono il loro Padre e Pastore".

    Quindi ricorda che "in una lunga vita al servizio del Vangelo, il defunto Patriarca ha dato testimonianza di fede e di fortezza spirituale anche in momenti particolarmente difficili, segnati da conflitti e da guerre".

    Il Pontefice chiede al Signore che "il suo esempio possa essere di conforto ai cuori dei suoi fedeli e di tanti altri uomini di buona volontà, che, spronati dalla sua perseveranza", possano impegnarsi "a vivere pienamente la fede cristiana e a servire con zelo la grande causa della riconciliazione e della pace".
    Ricorda poi "con gratitudine la generosa e calorosa accoglienza" che il Patriarca Pavle ha riservato ai membri della Commissione mista internazionale per il dialogo teologico tra la Chiesa Cattolica e la Chiesa Ortodossa nel suo insieme durante la riunione plenaria nel settembre 2006, a Belgrado.

    "Molti altri - aggiunge - sono stati i gesti di fraternità verso la Chiesa Cattolica e gli incontri tra cattolici e ortodossi avvenuti con la Sua benedizione. Possa il dolore della scomparsa del Patriarca Pavle trasformarsi in sicura speranza della 'nascita al Cielo' ed il Suo ricordo continui ad ispirare una forte crescita spirituale nel popolo che egli ha servito con dedizione e generosità", auspica Benedetto XVI.
    "Il Suo ricordo sia anche un invito per tutti a proseguire il cammino del dialogo e della ricerca della piena comunione tra tutti i discepoli di Cristo", conclude il messaggio.

    Il Patriarca Pavle (Paolo), al secolo Gojko Stojčević, era nato l'11 settembre 1914 nel villaggio di Kućanci, nella contea di Donji Miholjac, allora appartenente all'Impero Austro-ungarico, oggi alla Croazia.

    Il 1º dicembre 1990, il sinodo dei Vescovi della Chiesa ortodossa serba lo elesse Patriarca col titolo di Arcivescovo di Peć, Metropolita di Belgrado e Karlovac, dopo aver dichiarato inabile il suo predecessore, l'anzianissimo patriarca German.

    Il suo ministero iniziò durante il periodo cruciale della disgregazione della Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia: Pavle, pur facendo restare la chiesa serba lontana dalle lotte politiche, rivolse diversi messaggi al popolo e alle autorità affinché i conflitti si risolvessero in modo pacifico, perché il processo democratico fosse riconosciuto e perché si creasse in Serbia uno stato democratico.

    Terminate le guerre tra il governo centrale di Belgrado e le repubbliche separatiste di Slovenia, Croazia, Bosnia Erzegovina e Macedonia resesi via via indipendenti, la Repubblica Federale di Jugoslavia fu investita dal conflitto etnico nel Kosovo.

    Pavle che già da vescovo aveva denunciato la precaria situazione delle popolazioni cristiane in Kosovo decise di impegnarsi in prima persona per salvaguardare gli ultimi serbi rimasti a vivere nella provincia separatista.

    Nel 1999 spostò il patriarcato di Serbia da Belgrado in cui era stato trasferito negli anni '30 del XX secolo all'antica sede Peć per essere vicino ai pochi fedeli ortodossi rimasti a sopravvivere, dopo gli ultimi esodi, in una regione a stragrande maggioranza etnica albanese.

    Il 24 settembre 2000, nella Repubblica Federale di Jugoslavia si tennero le elezioni presidenziali. Il capo di stato uscente Slobodan Milošević non volle riconoscere la vittoria del suo avversario Vojislav Koštunica: il patriarca Pavle prese posizione riconoscendo a nome della chiesa ortodossa Koštunica come presidente eletto. Anche a seguito di questo pronunciamento, Milošević decise di cedere il potere.